Deprivazione uditiva e ipoacusia: perchè è importante una diagnosi precoce della sordità

È uscito un articolo interessante nel numero di Gennaio 2017 della rivista  Hearing Review nel quale viene intervistata la Dott.ssa Anu Sharma riguardo le sue ricerche sulla deprivazione uditiva.

La D.ssa Anu Sharma ha dimostrato come anche una perdita uditiva di grado lieve può determinare significativi cambiamenti nel cervello ed una riorganizzazione della corteccia uditiva.

Se il cervello non riceve bene i suoni, si instaurano dei meccanismi compensatori per sopperire alla perdita uditiva, come un maggior coinvolgimento della vista (lettura delle labbra) per arrivare ad ottenere le stesse informazioni che prima venivano veicolate soltanto dall’udito. Se delle aree della corteccia uditiva vengono reclutate dalla vista, questo lentamente determina dei cambiamenti funzionali nella corteccia cerebrale.

Cosa significa?

Secondo la D.ssa Anu Sharma, questo indica che anche con una perdita uditiva di grado lieve il cervello deve sforzarsi di più per sentire e questo può determinare delle modifiche funzionali della corteccia.

Più aumenta la perdita, maggiore è lo sforzo che compie il cervello per sentire.
La novità emersa da questo studio è che questi cambiamenti iniziano molto prima di quanto si pensasse, ovvero anche con perdite di grado lieve, che normalmente non vengono protesizzate.

Sappiamo bene che queste modifiche nel cervello non sono facilmente reversibili, quindi come dovremmo interpretare questi dati?

Studi hanno dimostrato che l’utilizzo di apparecchi acustici anche per perdite uditive lievi rallenta questi cambiamenti corticali.
Questo comporta per chi li utilizza una miglior percezione del parlato e un minor sforzo nell’ascolto.

Fonte: http://hearinghealthmatters.org/hearingandkids/2017/auditory-deprivation-hearing-loss/

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