Orecchio e cervello, cosa devi sapere
Il cervello è l’organo più complesso del corpo umano: non dovrebbe sorprendere che l’elaborazione del parlato e del suono avvenga non nella periferia dell’orecchio ma nella corteccia uditiva all’interno del lobo temporale situato nell’emisfero sinistro del cervello.
Gli audiologi studiano le orecchie per misurare la capacità uditiva. Se l’orecchio è l’organo proposto a sentire, il cervello si occupa invece di ASCOLTARE, ovvero di elaborare le onde sonore e trasformarle in un messaggio.
Le informazioni sonore che arrivano dalle due orecchie si combinano nella corteccia uditiva per:
1) identificare un suono
2) localizzarne la provenienza
3) analizzare le combinazioni di suoni che compongono il parlato
Corteccia uditiva
Sentire un suono è un’attività “passiva”, mentre la comprensione del parlato è molto più complessa e richiede un’interazione tra la corteccia uditiva e altre aree del cervello.
Quando c’è una perdita di udito, alcuni suoni necessari alla comprensione del parlato non raggiungono il cervello e di conseguenza non è possibile elaborare correttamente il messaggio in ingresso.
La capacità di elaborazione del suono può variare anche in relazione ad altri fattori tra cui età, stress, ambiente di ascolto, livello di affaticamento e familiarità di chi parla.
Per una persona con sordità da lieve a moderata-grave, l’utilizzo di apparecchi acustici che amplifichino le frequenze non udibili può facilitare la comprensione del parlato. Per sordità profonde (oltre i 90 dB di perdita media), le persone faranno affidamento – oltre all’amplificazione degli apparecchi acustici – anche sulle informazioni visive per facilitare l’elaborazione dei suoni.
Plasticitá cerebrale
Il nostro cervello è “plastico”. No, non il tipo di plastica che trovi negli imballaggi dei pacchi quando fai shopping online.
Neuroplasticità è un termine usato per descrivere la capacità del cervello di modificare la propria struttura e le proprie funzionalità in risposta a cambiamenti interni o esterni (ad es. perdita dell’udito o una lesione cerebrale traumatica).
Nella maggior parte dei casi, la perdita dell’udito avviene gradualmente in entrambe le orecchie. Il cervello si adatta lentamente all’ascolto con una sensibilità uditiva inferiore e quindi fa affidamento sull’utilizzo di meno informazioni sonore per aiutare con la comprensione del parlato.
Il risultato? Interruzioni continue della comunicazione, interpretazioni errate e frustrazione.
La frustrazione non interessa solo la persona con perdita dell’udito ma anche i suoi cari o colleghi che si trovano a ripetere ciò che viene detto.
Per tutti questi motivi, se sospetti una perdita di udito, è importante fare precocemente un esame dell’udito affinché il cervello mantenga la sua “connessione” con le orecchie.