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Perdita dell’udito: che ruolo giocano i familiari?

La perdita dell’udito può compromettere significativamente la qualità della vita. Diversi studi dimostrano che un’ipoacusia non trattata può portare a ansia, depressione, diminuzione di autostima, irritabilità e altri problemi che influenzano la capacità di vivere la vita al massimo. Appare evidente come la perdita di udito non si limiti a colpire gli individui che la subiscono, ma danneggi anche le loro famiglie.

Chiunque conosca qualcuno con perdita uditiva non trattata ne ha vissuto gli effetti negativi in ​​prima persona. Spesso sono proprio i familiari ad accorgersi per primi che ci sono difficoltà uditive.

La buona notizia è che la sanità e la medicina hanno fatto grandi scoperte in questo ambito, con nuove cure per la perdita di udito, più efficaci rispetto al passato.

Non solo: tra i modelli di cura, comincia a diffondersi anche la “family-centered care”, che prende in considerazione anche l’ambiente familiare e domestico del paziente. La famiglia infatti, gioca un ruolo fondamentale nei progressi che possono derivare da un trattamento di perdita dell’udito con protesi acustiche, soprattutto se mostra un atteggiamento positivo ed incoraggiante. Spesso sono gli stessi familiari a convincere il proprio caro a vedere uno specialista e quando un familiare viene coinvolto nel percorso di riabilitazione uditiva, la strategia diventa condivisa a beneficio e miglior supporto del paziente.

Quello che è possibile guadagnare è molto più di un udito migliore: è una migliore qualità di vita di cui beneficiano tutti, anche le persone care.

Ricorda ai tuoi cari di non trascurare l’udito.

Da Aures il controllo dell’udito è accurato e gratuito, basta prenotare allo 051 4859072

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