Cannabidiolo per gli acufeni, cura o palliativo?

Come in ogni ambito sanitario, anche per gli acufeni nel corso degli anni è sorto un “mercato” di terapie, alcune delle quali hanno dimostrato avere una certa efficacia nella gestione del problema.

In altri casi, invece, le cure si sono dimostrate niente di più che promesse palliative, con scarse o nulle prove scientifiche di efficacia.

Il numero di Gennaio della rivista di settore Audio – Infos, ci aggiorna sulle prospettive terapeutiche dei prodotti al cannabidiolo per la cura degli acufeni, vi riportiamo un estratto dell’articolo.

I prodotti a base del metabolita CBD, realizzati con un fitocannabinoide proveniente dalla pianta di cannabis, ormai si trovano dappertutto.

Questa sostanza è venduta come ingrediente nei più svariati beni di consumo, dalle caramelle ai cosmetici. In alcuni Paesi, come la Svezia, è un articolo medico classificato.

Viene pubblicizzato per trattare qualsiasi disturbo, dall’acne al fuoco di Sant’Antonio, e viene regolarmente commercializzato per alleviare i sintomi dell’acufene, per lo più supportato da una brillante campagna di comunicazione web con testimonianze personali e aneddoti, ma non solidi studi clinici. Allora, cosa pensano i ricercatori? Audio Infos ha chiesto alla British Tinnitus Association: Nic Wray, responsabile della comunicazione BTA, ha detto ciò che c’è da sapere.

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La parola agli esperti, quindi: cosa dicono gli studi clinici sul cannabidiolo? E quanto è solida la ricerca sul campo?

Nic Wray: È un’espressione – “la comunità scientifica non si è ancora pronunciata” – che favorisce l’esistenza di speranze – comprensibili – che il verdetto sia positivo. Attualmente non abbiamo a disposizione studi sistematici sugli effetti dei cannabinoidi sull’acufene nelle persone, quindi la ricerca è ancora nelle fasi iniziali. Dei duecentoventinove lavori, relativi al disturbo audiologico che ci interessa e finora registrati sul portale ClinicalTrials.gov, solamente uno menziona l’uso della cannabis come trattamento per l’acufene ed è aggiornato al 2016.

Buona considerazione hanno ottenuto i cannabinoidi come possibile farmaco per portare sollievo agli acufenici, a causa delle loro proprietà antiepilettiche: tali proprietà sono state confermate in almeno uno studio. Dove è arrivata, al momento attuale, la ricerca sull’argomento?

Nic Wray: Le conoscenze indicano che, in effetti, i cannabinoidi hanno dimostrato di ridurre l’iperattività neuronale nel cervello, ma le evidenze scientifiche oggi suggeriscono anche che, nelle regioni uditive, potrebbero piuttosto portare ad un aumento dell’attività neuronale, quindi all’esacerbazione dell’acufene. Questa scoperta, tuttavia, si basa su un modello animale, pertanto saranno necessarie ulteriori ricerche prima di giungere ad una conclusione per l’uomo.

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Misurando e ponderando le conoscenze attuali, quale linea dovrebbero prendere gli audiologi sui prodotti con CBD?

Nic Wray: Per quanto riguarda questo aspetto, gli audiologi e i professionisti della salute dovrebbero essere consapevoli della mancanza di prove dell’efficacia dei prodotti a base di cannabidiolo per l’acufene e dei potenziali rischi di danno. Pertanto, dovrebbero consigliare i loro pazienti di conseguenza.

Il Metodo Tomatis® si è dimostrato efficace nella gestione di alcune tipologie di acufene.

L’acufene infatti può essere dovuto a diversi fattori: noi di Aures offriamo una prima visita gratuita che ci permette di valutarne la frequenza e l’intensità per capire il tipo di intervento possibile.

Per prenotare il tuo appuntamento gratuito, chiamaci allo 051 4859072.

 

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