Pregiudizi sulla perdita di udito? Ecco i più comuni!

I pregiudizi sulla perdita dell’udito e su chi ne soffre sono all’ordine del giorno. Alcuni sono stereotipi antiquati, altri sono solo supposizioni errate. È facile farsi un’idea sbagliata, perché la perdita dell’udito è spesso una disabilità invisibile. Che si tratti di un perfetto sconosciuto che cerca di fare chiacchiere nella lingua dei segni o di un collega o un parente che ti chiedono di parlare a voce più alta, è tempo di correggere le idee sbagliate ed eliminare lo stigma associato alla sordità e alla perdita dell’udito. Questo elenco dei pregiudizi più comuni – e ce ne sarebbero molti altri- può essere un buon punto di partenza.

  1. TUTTE LE PERSONE CON PERDITA DI UDITO USANO LA LINGUA DEI SEGNI E LEGGONO LE LABBRA.

La perdita dell’udito (ipoacusia) può variare su una scala che va da lieve a profonda o totale (anacusia) e non tutte le persone con ipoacusia comunicano allo stesso modo. La comunicazione dipende da una varietà di fattori, come il grado di perdita dell’udito, l’utilizzo di un apparecchio acustico o di un impianto cocleare, l’età in cui la persona ha perso l’udito e il contesto ambientale. La maggior parte delle persone con ipoacusia non usa il linguaggio dei segni, ma è comunque un canale importante e ancora ampiamente utilizzato. La LIS (lingua italiana dei segni) è un linguaggio visivo con una propria sintassi e grammatica che è molto diversa dall’italiano parlato e scritto.

Per quanto riguarda la lettura delle labbra, la maggior parte delle persone con ipoacusia legge le labbra, in modo più o meno consapevole. Si tratta infatti di un meccanismo che il nostro cervello mette in atto per “compensare” la mancanza di informazioni in ingresso dal canale uditivo.

  1. PARLARE PIU’ FORTE AIUTA UNA PERSONA CON PERDITA DELL’UDITO A COMPRENDERE IL PARLATO.

Aumentare il volume della voce non migliora necessariamente la chiarezza della comunicazione, anzi. In molti casi (in particolare per le sordità a sede cocleare) aumentare eccessivamente il tono di voce può distorcere il segnale ed arrivare anche a creare fastidio nei nostri interlocutori, a causa di un fenomeno noto come “recruitment”.

  1. GLI APPARECCHI ACUSTICI E GLI IMPIANTI COCLEARI RIPORTANO L’UDITO ALLA NORMALITÀ.

Nonostante siano di grandissimo aiuto, gli apparecchi acustici e gli impianti cocleari non possono riportare l’udito alla “normalità”.
È importante sapere che mettere un apparecchio acustico non è come mettere gli occhiali per correggere un difetto della vista. L’esito dell’applicazione dipende da una moltitudine di fattori, tra cui la natura dell’ipoacusia, l’età di insorgenza e il fatto che venga fatto o meno un percorso riabilitativo.

  1. I PROBLEMI DI UDITO RIGUARDANO ESCLUSIVAMENTE LE PERSONE ANZIANE

Questo è uno dei più comuni pregiudizi sulla perdita di udito. I problemi di udito riguardano una persona su sette nella popolazione generale. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, solo un terzo delle persone con ipoacusia ha più di 65 anni.

  1. QUANDO UNA PERSONA CON PERDITA DI UDITO NON SENTE QUALCOSA, È PREFERIBILE NON RIPETERE E ANDARE OLTRE

Quando una persona con problemi di udito perde parti del discorso, questo crea un senso di frustrazione. Dire “non era importante” aggrava la frustrazione perché a quel punto oltre ad aver perso parte del discorso, il discorso sarà anche modificato. Meglio ripetere il concetto scandendo lentamente le parole e aiutandoli con la lettura delle labbra.

  1. CHI UTILIZZA APPARECCHI ACUSTICI O IMPIANTO COCLEARE PUO’ UTILIZZARE AURICOLARI O CUFFIE PER SENTIRE MEGLIO

Gli auricolari e le cuffie richiedono di rimuovere gli apparecchi acustici. Inoltre molto spesso l’uscita audio delle normali cuffie per smartphone non ha un’amplificazione sufficiente per chi ha problemi di udito. Fortunatamente, ad oggi ci sono dei sistemi bluetooth integrati negli apparecchi acustici che consentono di inviare il segnale da smartphone, pc o TV direttamente all’apparecchio acustico.

Per eliminare i pregiudizi sulla perdita uditiva è sempre meglio chiedere informazioni ad uno specialista. Se hai dei dubbi, prenota il tuo controllo dell’udito gratuito da Aures. Chiamaci allo 051 4859072.

© Aures di Chiara Bassoli 2017 | via Vittorio Veneto, 21/d, 40131 - Bologna
p.iva 03585291200 | Note legali | Privacy e Cookies