Affaticamento uditivo e mascherina: lo sforzo di ascoltare

Il concetto di affaticamento uditivo esiste da diverso tempo. Ma, dal momento che le circostanze impongono l’utilizzo delle mascherine, è più diffuso adesso? Purtroppo, la risposta a questa domanda è affermativa. Nella particolare situazione Covid che stiamo vivendo, il senso di fatica nell’ascoltare colpisce sia chi ha problemi di udito che chi invece sente bene.

Per capire meglio di cosa si parla, approfondiamo cause ed effetti di questa crescente sollecitazione a cui è sottoposto l’udito.

Cos’è l’affaticamento uditivo?

L’affaticamento uditivo è causato da periodi di ascolto prolungati e dallo sforzo che viene messo nell’ascolto. Molte persone con calo dell’udito sperimentano questo fenomeno già durante la loro vita quotidiana.

La perdita dell’udito costringe chi ne soffre a prestare ancora più attenzione e spendere più energia per ascoltare rispetto alla norma. Il semplice processo di ascolto richiede molta più energia mentale e attenzione di quanto ci si aspetta. Per chi sente bene è un processo del tutto naturale.

Per chi ha difficoltà di udito la situazione è molto diversa. Il calo dell’udito costringe il cervello a lavorare il doppio per ricevere, elaborare e interpretare ciò che viene detto o sentito e, di conseguenza, questo processo può risultare molto stancante.

Gli effetti dello sforzo uditivo

L’affaticamento uditivo può avere un impatto significativo sulla mente e sul corpo. Gli effetti variano da persona a persona ma ci sono dei segnali a cui prestare attenzione:

– Ansia

– Stanchezza mentale e fisica

– Frustrazione

– Irritabilità

– Depressione

– Isolamento sociale

– Stress

Affaticamento uditivo durante la pandemia di Covid 19

L’uso delle mascherine ha reso più complicata la comunicazione, soprattutto per le persone con problemi di udito che spesso si affidano alla lettura delle labbra e alla mimica facciale per una comunicazione efficace. In effetti, le mascherine riducono il volume del suono da 3-5 decibel per maschere chirurgiche o in tessuto fino a 12 decibel per maschere FFP2.
È evidente quanto le mascherine limitino la qualità del suono e della parola!
Per quanto, in termini di valore assoluto, 12 dB sembrino pochi in realtà è un calo piuttosto significativo se la capacità uditiva è già limitata.

Come gestire lo sforzo uditivo?

L’affaticamento uditivo può essere immensamente frustrante. Sebbene non sia prevenibile al 100%, ci sono alcune cose che possono aiutare.

  • Recati in un luogo tranquillo, soprattutto dopo lunghi periodi di ascolto. Serve per dare una pausa alle orecchie e alla mente.
  • Usa le tecniche di respirazione profonda. Prendersi qualche minuto per fare una pausa può aiutare a ripristinare, rimettere a fuoco e contenere la frustrazione e l’ansia.
  • Chiedi all’interlocutore di ripetere se non sei sicuro di aver sentito bene.
  • Se la situazione lo consente, usa il più possibile la comunicazione scritta con sms, whatsapp, email
  • Utilizza la tecnologia di assistenza all’udito, se disponibile. La tecnologia come i sistemi FM, i sistemi di sottotitoli ecc. potrebbero aiutare.
  • Chiedi al tuo audioprotesista di creare un programma di ascolto ad hoc che potrai attivare quando ti trovi in ambienti dove l’ascolto è particolarmente difficile.

L’affaticamento uditivo è qualcosa di incredibilmente reale nel periodo storico che stiamo vivendo e nessuno ne è escluso.

Per questo motivo è importante non trascurare i segni di stanchezza dell’ascolto e ai primi sintomi di difficoltà uditiva rivolgersi ad uno specialista.

Contattaci allo 051 4859072 per una visita gratuita.

 

comunicazione, coronavirus, ipoacusia

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