Tag: ipoacusia

Le storie di Aures: Gigliola

Forse una delle cose più difficili del nostro lavoro è selezionare una storia: i casi su cui abbiamo lavorato sono tanti e molto diverse anche le persone che si sono rivolte a noi per età, stili di vita, necessità quotidiane. Quella che abbiamo scelto di raccontare ha come protagonista una signora di 60 anni che diversi mesi fa si è resa conto di non poter più negare i suoi problemi di udito: le difficoltà si ripercuotono troppo spesso nella vita di tutti i giorni, dalla gestione di una telefonata fino al tempo trascorso con i suoi nipotini.

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Sentirsi bene, rapporto Censis 2019 sull’udito

Lo scorso 5 novembre sono stati presentati a Roma gli ultimi dati Censis sul settore dell’audioprotesi in Italia. I dati presentati permettono di avere un quadro piuttosto chiaro dell’impatto che l’ipoacusia ha sulla salute della popolazione: 7,3 milioni di italiani soffrono di questo tipo di problematica.

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Apparecchi acustici: la tecnologia per il benessere dei pazienti

Sugli apparecchi acustici ci sono ancora molte false credenze e miti da sfatare. Gli apparecchi acustici moderni, grazie all’innovazione tecnologica e scientifica degli ultimi anni,  sono dispositivi sempre più all’avanguardia, in grado di migliorare realmente la qualità di vita delle persone affette da ipoacusia.

Ma c’è ancora tanta disinformazione: facciamo chiarezza con questa intervista rilasciata dal Prof. Domenico Cuda (Direttore ORL Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza) e pubblicata sulla rivista Sanità & Benessere.

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Ipoacusia nei bambini: i segnali per riconoscerla

L’udito comincia a svilupparsi fin dalle prime settimane di gravidanza: la coclea (componente dell’orecchio interno che ricorda una chiocciola) si forma nella 6 settimana, l’orecchio medio si delinea nell’ottava settimana, il timpano nell’undicesima e già a partire dalla 20 settimana la coclea si collega alla corteccia cerebrale.

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Conseguenze del fumo sull’udito

Quanti motivi validi ci sono per smettere di fumare? Sicuramente tanti, uno in più lo fornisce uno studio giapponese secondo cui fumatori sono maggiormente esposti al rischio di perdite uditive rispetto ai non fumatori.

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