Il silenzio da Coronavirus: cosa ci ha insegnato?

Il 3 Marzo scorso si è ricordato il World Hearing Day, la giornata fortemente voluta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per richiamare l’attenzione sull’importanza di identificare precocemente le perdite di udito per poter intervenire in tempi brevi.

Purtroppo è stata una celebrazione un po’ in sordina. Negli stessi giorni, o persino da mesi prima, si diffondeva in Italia e nel mondo un microscopico virus. Un minuscolo pericolo che ha avuto un impatto gigantesco sulle nostre vite, sui nostri valori, sulle nostre abitudini.

Nessuno può dire di non essere stato sfiorato dal Coronavirus e dal cambiamento che ha prodotto a più livelli sulla nostra società. Abbiamo sentito parlare molto di più di scienza e salute, di Dispositivi di Protezione Individuali, di fasce d’età a rischio.

Ma abbiamo ascoltato questi discorsi solo attraverso la Tv perché il “lockdown” ci ha fermati. Le case sono diventate il nostro mondo. Il silenzio per mesi ha dominato le nostre città, nessun amico o parente a rallegrarci, passeggiate poche e in solitaria, chiacchiere mediate da uno schermo. In pratica, per alcuni mesi la maggior parte di noi ha vissuto in isolamento acustico, una situazione molto simile a quella che quotidianamente vive una persona con ipoacusia.

Le nostre riflessioni

In questo blog abbiamo spesso dato voce a chi ha sofferto di problemi all’udito, soprattutto attraverso le loro storie e testimonianze.

Qualche nonno non riusciva più a comprendere cosa dicessero i nipoti.

Qualcun altro non andava più al circolo con gli amici per non dover ripetere in continuazione “Cos’hai detto”?

Altri rinunciavano al ristorante, al cinema, al teatro.

A tutte queste cose abbiamo dovuto rinunciare anche noi, e adesso sappiamo quanto è difficile.

Perché forse è giusto che il mondo che ci circonda sia meno “rumoroso” ma non sarà mai meno sociale.

L’abbraccio con i genitori, i figli, i nipoti, la chiacchierata con la vicina di casa, la serata con gli amici di una vita sono cose che nessun virus potrà mai toglierci perché esistono da quando esiste l’umanità.

A piccoli passi stiamo tornando alla normalità ma ci vorrà ancora un po’. Negli armadi abbiamo fatto spazio alla “scorta” di mascherine che serviranno per riprendere piano piano le nostre abitudini sociali. E forse, in questi giorni in cui il dispositivo per proteggere la bocca è obbligatorio quasi ovunque, ci siamo  resi conto di quanto sia difficile sentirci perfettamente, soprattutto in condizioni di rumore e senza poter leggere le labbra della persona che ci sta davanti.

Grazie o per colpa del Coronavirus, abbiamo capito l’importanza della salute e della prevenzione.

Noi di Aures vi chiediamo di non sprecare queste nuove consapevolezze: abbiamo sempre offerto il controllo dell’udito annuale gratuitamente proprio perché sappiamo quanto subdole possano essere le perdite uditive. Non meno ingannevoli di un virus che viaggia in mezzo a noi, silenziosamente, per poi mostrarsi all’improvviso.

Vi invitiamo a ripartire da qui: dal controllo dell’udito gratuito e costante negli anni può aiutare a migliorare la nostra qualità di vita.

Contattaci allo 051 4859072 per prenotare il tuo appuntamento gratuito in totale sicurezza.

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