Apparecchi acustici: non cadiamo nei luoghi comuni

Per quale motivo una persona con problemi di udito aspetta così tanto (una media di 7 anni!) prima di rivolgersi ad uno specialista per provare degli apparecchi acustici?

Il processo della perdita di udito è lento ma progressivo.

Con il passare del tempo, i segnali diventano sempre più evidenti.

Attorno ad una tavola affollata, chi ha disturbi di udito non riesce a seguire le conversazioni.

Ha difficoltà a capire se non può seguire il movimento delle labbra (molto attuale in questo periodo in cui siamo obbligati a portare la mascherina quando si interagisce con gli altri).

Il volume della Tv non è mai abbastanza alto per comprendere tutto.

Ogni discorso inizia con “Non ho capito” e “Puoi ripetere?”.

Nonostante tutte queste evidenze, l’approccio più comune è quello di nascondere (soprattutto a sé stessi) di avere un problema.

Vediamo quali sono le scuse e i luoghi comuni più frequenti tra le persone che hanno problemi di udito:

  1. Non sono io ad aver problemi di udito: sono loro che parlano a voce troppo bassa!

In quest’affermazione ci potrebbe essere un fondo di verità.

Spesso, in particolar modo nell’ambito familiare, non si usano le migliori tecniche di comunicazione.

Nella vita indaffarata di ogni giorno, si conversa mentre contemporaneamente si è impegnati in altre faccende o si passa da una stanza all’altra, allontanandosi da chi ci sta parlando.

Quindi improvvisamente qualcuno in famiglia ha iniziato a borbottare? Probabilmente no!

In caso di perdita dell’udito, quello che sfugge è ben più di una parola mancante qui o lì…spesso si fraintendono completamente i suoni, le diverse parole, intere frasi. Tutta la comprensione del discorso diventa complicata.

Molti non sono in grado di rilevare un problema di udito: se non “senti” qualcosa non saprai di averlo perso!

Ecco perché è importante il supporto dei familiari e degli amici. Il loro ruolo è fondamentale nell’incoraggiare chi ha problemi di questo tipo a fare il primo passo: il controllo dell’udito!

  1. Gli apparecchi acustici sono roba da anziani!

Anche in questo caso, ci troviamo davanti ad un’affermazione sbagliata, che tra l’altro ha portato intere generazioni ad occuparsi troppo tardi del proprio udito.

Purtroppo le perdite di udito non hanno età: possono interessare bambini molto piccoli così come gli adulti.

E gli apparecchi acustici di ultima generazione sono i migliori di sempre: offrono funzionalità tecnologiche avanzate, connessioni con tutti i più recenti dispositivi dagli smartphone alla Tv e….discrezione!

I produttori di apparecchi acustici sanno che i portatori di apparecchi acustici hanno uno stile di vita molto attivo, a prescindere dalla loro età anagrafica.

Potremmo dire, in sintesi, che no, l’apparecchio acustico non è roba da vecchi ma piuttosto roba da chi vuole godersi al massimo la propria vita.

  1. Gli apparecchi acustici servono solo a chi ha perdite di udito gravi.

Se la perdita è molto grave sarà più difficile, se non impossibile, il recupero ottimale dell’udito con gli apparecchi acustici.

Non sentirci bene, oltre ad un sentimento di frustrazione, provoca anche un enorme dispendio di energie.

Quando è necessario concentrarsi molto per seguire una conversazione, ci si stancherà di più.

Questo vuol dire che si avrà meno forza di fare altre attività.

Le ultime ricerche suggeriscono un legame tra perdita dell’udito non trattata e declino cognitivo, anche in caso di lieve perdita dell’udito.

Le opzioni, anche in caso di perdita lieve o moderata, sono tantissime. Ma stare fermi, aspettando che il problema peggiori non è tra queste!

  1. Gli apparecchi acustici? Hanno un costo troppo elevato!

Anche in questo caso, spesso si tratta di pre-concetti basati sul passaparola che non tengono conto di diversi aspetti.

In realtà il mercato offre un’ampia gamma di scelta. Si spazia tra apparecchi più basici dalle prestazioni buone ad apparecchi sofisticati capaci di adattarsi a svariati contesti di rumore.

In genere, è previsto un periodo di prova.

Inoltre sono dispositivi medici, quindi detraibili come spese sanitarie.

Per finire, in casi specifici, la spesa degli apparecchi acustici può essere coperta parzialmente o in toto dalla ASL.

Il pagamento è spesso rateizzabile.

Tante opzioni che possono, anzi devono, essere discusse con l’audioprotesista che, in qualità di tecnico specializzato, dopo un’accurata visita saprà guidare al meglio nella prova dell’apparecchio più giusto!

Se non hai ancora fatto il controllo dell’udito, ti consigliamo di non aspettare oltre!

Da Aures lo prenoti gratuitamente: chiamaci allo 051 4859072.

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