“Finalmente faccio parte del gruppo!”: la storia di Giulia F.

La perdita di udito è un processo lento e graduale che può iniziare anche in età piuttosto giovane. Giulia ci racconta la sua storia: come ha affrontato il percorso di riabilitazione uditiva con Aures e in che modo l’uso dell’apparecchio le ha cambiato la vita.

Mi chiamo Giulia, ho 31 anni e ho scoperto all’età di 18 anni un’ipoacusia in entrambe le orecchie, ma in modo particolare in quello sinistro. È iniziato come un lieve calo fino a diventare una perdita dell’udito importante.

Questo mi causava molti disagi, anche nelle piccole cose: per esempio, a cena con gli amici dovevo sempre stare nella posizione centrale della tavola, non riuscivo a sentire esattamente quello che mi succedeva intorno ma solo ciò che accadeva davanti a me. Era tutto molto faticoso. Nelle conversazioni con le persone poi poteva accadere di perdermi delle parole, non le capivo del tutto o dovevo chiedere di ripetere. L’aspetto che mi ha pesato tanto era la stanchezza a fine serata: per me andare in posti molto rumorosi voleva dire sprecare grande energia mentale, perché per seguire la conversazione dovevo restare sempre molto concentrata.

In quel periodo studiavo all’Università: durante gli esami avevo sempre l’ansia di non capire o non sentire cosa mi veniva chiesto. A chi mi parlava piano ero costretta a dire “Guarda, non ci sento tanto bene, puoi ripetere?”.

Durante le lezioni invece mi mettevo sempre davanti per essere sicura di sentire e di vedere il labiale…e anche a lavoro dovevo sempre guardare una persona in viso per essere sicura di capire.

Non ce la facevo più, quindi ho deciso di rivolgermi ad un centro acustico per provare l’apparecchio. Ho cominciato facendo una ricerca molto casuale su Internet. Non volevo rivolgermi alle grosse catene commerciali, preferivo l’idea di andare da chi potesse seguirmi bene anche dopo, nel percorso di riabilitazione uditiva.

Ho trovato il vostro sito che mi ha colpito molto per i contenuti, le referenze della Dott.ssa Bassoli, le testimonianze. Ho preso appuntamento per una visita che mi ha soddisfatto molto: ho trovato davanti una persona che ha capito il mio disagio e ha cercato di venirmi incontro. Soprattutto, mi ha spiegato quali sarebbero stati gli sviluppi del percorso con l’apparecchio e come gestire il primo periodo di assestamento.

Per prima cosa ho fatto delle sedute con il metodo Tomatis per stimolare l’orecchio. Successivamente ho fatto la prova di un mese e c’è sempre stata grande disponibilità nel regolare e personalizzare l’apparecchio. All’inizio i suoni erano molto nuovi: mi ricordo il cinguettio degli uccelli o lo scroscio dell’acqua…questi rumori mi sembravano terrificanti! Ho perfino chiesto se era possibile abbassarli ma anche questo ha fatto parte del percorso di riabilitazione uditiva. Da un punto di vista fisico invece non ho provato nessun fastidio o paura di perderlo: l’apparecchio rimane fermo e non si sposta.

Siete un centro molto professionale: date delle risposte puntuali e cercate di risolvere il problema della persona, che non è un numero.

Per fare un esempio dei benefici che ho ottenuto, nelle conversazioni non ho più l’esigenza di guardare la faccia o le labbra delle persone, quindi posso parlare anche con qualcuno che mi sta affianco. La cosa che mi ha stupito di più è che ci sento al primo colpo! Nelle cene, nonostante il rumore di sottofondo, non ho più avuto bisogno di chiedere alle persone di ripetermi quanto dicevano o di cambiarmi di posto. Ho pensato “Grande! Finalmente sono entrata nel gruppo!”

Questa cosa mi ha cambiato molto la vita, in realtà. Mi fa sentire più sicura, è un problema che adesso non ho più.

Consiglio a tutti quelli che hanno problemi di udito di rivolgersi al Centro Aures per la serietà e il cuore che viene messo nel risolvere un problema che riguarda la salute.

Giulia F.

Per maggiori informazioni sui nostri percorsi di riabilitazione uditiva contattaci allo 051 4859072

ipoacusia, testimonianza

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