Sentirsi bene, rapporto Censis 2019 sull’udito

Lo scorso 5 novembre sono stati presentati a Roma gli ultimi dati Censis sul settore dell’audioprotesi in Italia. I dati presentati permettono di avere un quadro piuttosto chiaro dell’impatto che l’ipoacusia ha sulla salute della popolazione: 7,3 milioni di italiani soffrono di questo tipo di problematica. Il maggiore aumento, com’è prevedibile, si è registrato tra gli over 80 (+12,2%) ma è da segnalare l’aumento del 9,8% anche nella fascia d’età 46-60 anni e le stime ipotizzano che il numero di persone con calo uditivo saranno 8 milioni nel 2025.

Tra le difficoltà emerse, la maggior parte degli individui deve chiedere alle persone di ripetere quanto appena detto (54,7%), ha problemi nel percepire conversazioni o voci sussurrate (45,5%) oppure nell’ascolto di programmi radio o televisivi (26,9%). Si tratta di situazioni che ovviamente hanno un impatto quotidiano sugli aspetti relazionali ed emotivi, riguardando non solo l’ambito familiare ma anche quello lavorativo: le persone con ipoacusia si percepiscono insicure nel 39,3% dei casi.

Il ricorso agli apparecchi acustici è tuttavia ancora basso rispetto all’importante fenomeno che stiamo analizzando: solo un terzo degli italiani ipoacusici utilizza l’apparecchio. Il dato incoraggiante è che chi ne fa uso resta molto o abbastanza soddisfatto della sua scelta e statisticamente l’Italia  si colloca ai vertici della graduatoria europea per il gradimento complessivo (secondo posto dopo la Francia).

Quali sono gli ambiti di utilizzo in cui i possessori di apparecchio hanno tratto maggior vantaggio?

Nell’ordine, i miglioramenti si sono manifestati:

– nella capacità di comunicare (78%)

– nel senso di sicurezza (74%)

– nelle relazioni familiari (73%)

-nella vita sociale (73%)

– nella salute mentale (72%)

– nella fiducia in sé stessi (69%)

– nel senso di indipendenza (68%)

– nelle relazioni professionali (67%)

L’appagamento sugli apparecchi è elevato, così come è grande la soddisfazione nei confronti dei professionisti che guidano verso la scelta del dispositivo giusto. La professionalità dell’audioprotesista ha ottenuto il gradimento dall’86% del campione intervistato così come la qualità del servizio di prova. Il 32,3% degli intervistati ha anche dato importanza ai controlli periodici e alla disponibilità dell’audioprotesista nell’offrire un supporto ogni qual volta di renda necessario. Grazie ai percorsi di riabilitazione l’83% ha migliorato complessivamente l’udito in aspetti importanti, come la qualità percepita del suono.

Le caratteristiche ritenute importanti nella scelta del dispositivo migliore sono il comfort e l’innovazione (apparecchi sempre più piccoli ma potenti) ma anche la facilità e l’autonomia d’uso.

«Il dato che emerge con chiarezza è la capacità del sistema delle protesi acustiche ‒ fatto di produzione ad alto contenuto innovativo e di un servizio professionale, personalizzato e continuato ‒ di rispondere in maniera efficace ai bisogni dei pazienti», ha detto Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis. «La soddisfazione del paziente è testimoniata dai dati (l’81% di soddisfatti della propria protesi acustica, l’86% della professionalità dell’erogatore) che corrispondono a livelli di soddisfazione tra i più alti d’Europa».

Per il rapporto Censis integrale clicca qui.

Come realtà audioprotesica, l’analisi di questi dati ci permette di offrire risposte sempre più personalizzate alle esigenze dei pazienti, senza trascurare il nostro valore sociale anche nella prevenzione e nella qualità del servizio che offriamo.

Sospetti una perdita di udito o stai valutando di indossare degli apparecchi acustici? Contattaci allo 051 4859072 per una consulenza gratuita.

 

 

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