Perdita dell’udito: la prevenzione può fare la differenza

Sfogliando la rivista di settore l'”Audioprotesista” di aprile, abbiamo trovato un interessante editoriale scritto dalla giornalista Valentina Faricelli, che rispecchia perfettamente la nostra visione sulle problematiche legate all’udito e il nostro impegno nell’ottica della prevenzione. Vi invitiamo a leggere e fare una piccola riflessione.

Un’anziana signora stava facendo un bagno rilassante quando improvvisamente per un impedimento fisico è rimasta bloccata nella vasca. Per tre ore ha provato a chiamare il marito che si trovava in un’altra stanza della casa,ma che a causa di problemi di udito non è riuscito a sentirla. La situazione avrebbe potuto avere delle brutte conseguenze. Per fortuna la donna è riuscita ad avvicinarsi al cellulare che si trovava a poca distanza dalla vasca e chiamare i carabinieri.

Sicuramente in molti la lettura di questo episodio susciterà un sorriso bonario. Ma a rifletterci bene di comico in questa vicenda c’è ben poco.

È l’ennesima dimostrazione di quanto sia incredibilmente sottovalutato il disturbo uditivo nei suoi innumerevoli risvolti. Oggi si vive più a lungo, spesso gli anziani vivono soli in casa. L’efficienza uditiva quindi non è più un’opzione ma una necessità. Necessità per quei 900 milioni di ipoacusici che, senza adeguati provvedimenti, entro il 2050 rappresenteranno una percentuale importante della popolazione mondiale (stime dell’Oms).

Si è da poco concluso il World Hearing Day (3 marzo), il più grande evento di sensibilizzazione organizzato dall’OMS per portare conoscenza e consapevolezza proprio sui disturbi uditivi. In Italia ogni anno Nonno Ascoltami! – Udito Italia Onlus fa da cassa di risonanza, organizzando presso la sede del Ministero della Salute un partecipatissimo Meeting, la Giornata dell’Udito.

Ebbene, il tema scelto quest’anno dall’Organizzazione di Ginevra e diffuso a Roma, è stato proprio l’importanza della prevenzione.

La prevenzione può fare la differenza nell’arginare la crescente perdita dell’udito che si registra a livello globale. Molte persone non sanno neppure di avere un problema e non sanno, o fanno finta di non sapere, che quotidianamente facciamo sopportare al nostro udito le conseguenze di cattive abitudini di ascolto.

Sempre l’OMS ci dice che per prevenire la metà dei casi di ipoacusia a livello globale basterebbero gli strumenti messi a disposizione dalla sanità pubblica.

Perché allora ancora episodi come quello raccontato in apertura? Assurdo, verrebbe da dire. E guarda caso il termine “assurdo” deriva proprio da surdus. Perché assurda è la vita di chi non riesce ad ascoltare bene pur potendo. Perciò ricordiamolo sempre, siamo di fronte ad un’alternativa: perderci nel labirinto nell’ignoranza o uscirne quando vogliamo riconquistando tutti i suoni della vita.

Quando è stato il tuo ultimo controllo dell’udito? Se non l’hai mai fatto o è passato più di un anno, contattaci allo 051 4859072 e prenota il tuo appuntamento gratuito. 

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