Musica e udito, musicisti uniti nella prevenzione

L’ipoacusia è comunemente inserita nello spettro dei disturbi che colpisce la popolazione nella terza età ma in realtà i problemi di udito possono comparire a tutte le età perché l’invecchiamento non è l’unico fattore di rischio. In alcuni casi infatti l’ipoacusia può svilupparsi a seguito di comportamenti scorretti, come il mancato uso di adeguate protezioni in contesti rumorosi.

A tal proposito, disturbi come l’acufene o perdite parziali dell’udito hanno colpito numerosi musicisti, anche in età molto giovane: per dare un’idea dello sforzo a cui sono sottoposte le orecchie, un’orchestra sinfonica a pieno regime raggiunge un livello sonoro sui 110 decibel (più di un treno metropolitano di passaggio o un martello pneumatico posto a tre metri di distanza).

Il musicista “sordo” più famoso nella storia è il compositore Ludwig van Beethoven: l’udito cominciò a dargli dei problemi già intorno ai trent’anni. La sordità, accompagnata da acufene, partì dall’orecchio sinistro e poi colpì anche il destro, causando al compositore una grande frustrazione che tuttavia non gli impedì di produrre capolavori come la Nona Sinfonia.

Nel panorama musicale moderno, possiamo riportare la confessione del 1985 di Barbra Streisand che nel salotto televisivo di Barbara Walters dichiarò di soffrire di Tinnitus già dall’età di 9 anni. E non è sola: Chris Martin, frontman dei Coldplay ha dichiarato di soffrire di acufene dai primi anni 2000. Da allora, mette in guardia su questo problema le nuove generazioni: “Prendersi cura delle proprie orecchie è qualcosa a cui non si pensa, almeno fin quando non insorgono problemi. Ho iniziato ad avere l’acufene 10 anni fa, ma solo da quando ho iniziato a prendermene cura il ronzio non è peggiorato. Avrei voluto curarmi prima. Adesso durante i concerti utilizzo dei tappi per le orecchie per proteggermi.”

Anche Pete Townshend ha rischiato di dover concludere anticipatamente la sua carriera a causa dei continui problemi di udito e di acufene: proprio per questo, con l’aiuto della sua band e del gruppo heavy meta Metallica ha creato un istituto, lo Hear (Hearing Education and Awareness for Rockers), un’organizzazione no-profit che si dedica a sensibilizzare la società sui pericoli derivanti dal rumore, la cui esposizione eccessiva può portare a perdita dell’udito permanente e acufene. L’istituto è guidato da Kathy Peck, lei stessa una ex musicista Rock. Pek confessa che la preoccupazione principale dell’ente non a scopo di lucro è di informare i giovani «che credono di essere invincibili» e non capiscono che «quell’eccitazione che ricavano dalla musica può essere una grande emozione ma anche un danno all’udito». E allo stesso tempo, Peck ammette che il problema non è solo dei giovani: «Ci sono molti sessantenni che suonano, che vanno ai concerti, che ascoltano con le cuffie, a livelli eccessivi. A loro diciamo: non è mai troppo tardi, proteggete il vostro udito!».

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