Perdita di udito: le tappe di un percorso complesso

La perdita di udito passa attraverso delle fasi che cambiano profondamente chi subisce questa condizione. L’autrice di questo articolo, tratto dal blog “Living with hearing loss” (qui il post in lingua originale) individua dieci tappe principali e alcune presentano qualche collegamento con i più famosi “cinque stadi del lutto”. Vi ci trovate?

Ho letto i cinque stadi del lutto – negazione e isolamento, rabbia, negoziazione, depressione e infine accettazione – e mi ricordano molti aspetti della perdita di udito. Tutto ciò ha un significato, perché per molti, me compreso, la perdita dell’udito è qualcosa da compiangere, da sentirne la mancanza, qualcosa contro cui combattere. Nascondiamo la perdita, la detestiamo, la ignoriamo, questa mancanza ci rende tristi e infine la accettiamo, o almeno lo fanno i fortunati. Ma per le persone con perdita dell’udito, queste non sono le uniche tappe.

La perdita dell’udito non è solo elaborazione del lutto, ma anche imparare a vivere un’altra volta in un modo nuovo e diverso. C’è timore. C’è fiducia in altre persone come dottori e audiologi. C’è tecnologia da imparare, nuove abitudini da creare e regolazioni da richiedere. C’è accettazione, ma anche con l’accettazione è presente una costante battaglia di auto-difesa. È estenuante, ma ne vale la pena.

Ecco le fasi che hanno caratterizzato la mia perdita di udito. Quali sono le vostre?

  1. Negazione: perché tutti mormorano? Se solo avessero abbassato la musica in sottofondo, avrei potuto sentire bene i miei commensali. L’audio per questo programma TV deve essere impostato su un valore troppo basso. Ci siamo passati tutti.

  2. Paura: cosa succede se fosse vero? Come cambierà la mia vita? Gli altri mi eviteranno? Sono in grado di funzionare a lavoro? E come genitore? come coniuge? Sarò oggetto di discriminazione? Lo stigma associato alla perdita dell’udito può rendere le persone preoccupate non solo per la perdita dell’udito, ma anche per l’imbarazzo e la vergogna.

  3. Rabbia: perché le persone non possono scandire più chiaramente? Perché il mio coniuge parla a voce così bassa? Tieni le mani lontane dal viso quando parli con me! Non è giusto.

  4. Tristezza: mi sento isolato dai miei amici e dalla mia famiglia. Non voglio più socializzare perché non riesco a sentire quello che la gente sta dicendo. Nessuno si adopera per includermi nella conversazione. Ho perso di nuovo la battuta finale della barzelletta. Sono infelice.

  5. Realizzazione: Posso fare qualcosa. Sta a me migliorare. Ho bisogno di una mappa per navigare nel puzzle della perdita dell’udito.

  6. Azione: prendere appuntamento per il primo controllo dell’udito o un consulto sugli apparecchi acustici sono azioni che a volte richiedono molto coraggio, ma è la cosa giusta da fare. Cerca di coinvolgere la tua famiglia nel percorso. Avrai bisogno del loro supporto e assistenza.

  7. Frustrazione: Sto trattando la mia perdita d’udito con apparecchi acustici/ CIs e altri dispositivi, ma ho ancora problemi. Perché l’udito non torna alla normalità? Purtroppo gli apparecchi acustici non funzionano come gli occhiali.

  8. Lavoro duro: Insisti a provare. Regola le impostazioni. Provane ancora. Sentire al meglio richiede un lavoro molto duro. Dobbiamo continuare a provare nuove tecnologie, tenere il passo con gli ultimi dispositivi e ricordare a noi stessi e agli altri di seguire le migliori pratiche di comunicazione. Ma ne vale la pena.

  9. Accettazione: il mio udito non è perfetto, ma funziona meglio con gli apparecchi acustici. Capisco cosa bisogna fare per sentirci al meglio e posso chiedere ciò di cui ho bisogno dagli altri. Sto socializzando e mi sto divertendo di nuovo.

  10. Promuovere la causa: cosa posso fare per rendere la vita più facile ad altre persone con perdita di udito? Essere impegnate con altre persone che capiscono la tua situazione non è solo gratificante a livello personale, aiuta a rendere il futuro più luminoso per la prossima generazione.

In media passano 7 anni da quando inizia la sordità a quando si cerca di intervenire: dopo tutto questo tempo non basta indossare gli apparecchi per tornare a sentirci bene.

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