La riabilitazione acustica: un percorso necessario

Statisticamente le persone arrivano a mettere le protesi dopo sette anni dall’inizio della sordità. Quando un organo non viene stimolato per così tanto tempo è necessaria una riabilitazione: se si salta questo passaggio anche la tecnologia più avanzata in commercio risulta inefficace e addirittura fastidiosa.

Questo articolo, pubblicato dalla rivista “Consumer Reports“, fornisce qualche suggerimento e spunto di riflessione per gestire al meglio il percorso di riabilitazione uditiva.

Quanto può abbagliare il sole quando si esce dall’oscurità del cinema durante il giorno? La reazione immediata potrebbe essere quella di coprirsi gli occhi – una risposta di riflesso basata sul cervello che segnala che c’è troppa luce là fuori.

Portare un apparecchio acustico per la prima volta è in un certo senso una situazione simile. “Le orecchie sono state per molto tempo private del suono, quindi quando improvvisamente si riacquista funzionalità la risposta del cervello è dire “Stop!” afferma Jackie Clark, Ph. D., professore di audiologia presso l’Università del Texas a Dallas.

Più è lungo il periodo in cui si è convissuto con la perdita dell’udito, più forte potrebbe essere lo scombussolio dovuto ad un rumore improvviso. E le persone generalmente convivono con la perdita di udito per diversi anni prima di decidere di provare un apparecchio acustico.  Infatti, un recente sondaggio condotto su 17.626 membri di Consumer Reports ha rilevato che più di sei intervistati su 10, dopo aver notato i primi segnali di difficoltà, hanno aspettato più di 2 anni prima di portare gli apparecchi acustici.

“Dopo così tanto tempo, il cervello si è pienamente adattato all’ascolto attraverso il filtro della perdita dell’udito, quindi non sorprende che ci sia un periodo di adattamento necessario per abituarsi alla novità dei suoni amplificati”, dice Catherine Palmer, Ph.D., professore associato di Scienze dei disturbi della comunicazione e otorinolaringoiatria all’Università di Pittsburgh.

L’aspetto positivo, come rivela il sondaggio di Consumer Report, è che tre persone su quattro hanno dichiarato di essersi abituati all’apparecchio acustico in meno di un mese.

Ecco alcuni suggerimenti per rendere il passaggio più lineare e su quando ritornare in visita di controllo dal tuo audiologo per un ulteriore supporto.

Prendi la misura giusta

Assicurarsi che gli apparecchi acustici si adattino perfettamente alle orecchie è il primo e più importante passo verso un uso soddisfacente e dovrebbe esser fatto dall’audiologo prima di portare il nuovo dispositivo a casa.

Non solo questo renderà gli apparecchi più comodi da indossare ma anche più efficaci. “La vestibilità dovrebbe essere confortevole fin dall’inizio”, afferma Palmer. “Questo non significa non accorgersi che c’è qualcosa nelle orecchie – almeno per le prime settimane – ma non dovrebbe far male”.

Prima di andare a casa, bisogna anche sapere come posizionare correttamente gli apparecchi. Anche se la maggior parte degli apparecchi viene adesso fornita con sistemi progettati per ridurre o eliminare l’effetto di “ritorno”, è comunque possibile sperimentare lo sgradevole suono stridulo o sibilante se il dispositivo non viene posizionato esattamente nel modo giusto.

“Non lasciare mai lo studio dell’audioprotesista senza dimostrare per almeno due volte che puoi togliere l’apparecchio acustico e metterlo correttamente da solo”, afferma Clark.

Favorisci l’adattamento ai “nuovi” suoni

Può essere necessario un po’ di tempo per abituarsi a sentire suoni che non si sono sentiti per anni. Prima di portare gli apparecchi a casa, il tuo audiologo li programmerà (determina il grado di amplificazione appropriata).

Ma se il suono ti sembra fastidiosamente forte, l’audiologo può impostare il dispositivo in modo che i suoni siano inizialmente più leggeri, quindi aumentare gradualmente il volume in base al proprio comfort. Alcuni apparecchi acustici possono essere programmati per amplificare gradualmente per un periodo di alcune settimane fino a raggiungere l’obiettivo.

Quando inizi a utilizzare gli apparecchi per la prima volta, devi sapere che è normale che i suoni sembrino non solo troppo forti ma anche troppo acuti. Ma “l’unico modo che ha il cervello per adattarsi è attraverso un’esposizione ripetuta”, afferma Palmer.

Quindi indossa gli apparecchi acustici fin dal momento del risveglio, tranne in situazioni in cui potrebbero bagnarsi, come il nuoto o la doccia. Ma concedi alle tue orecchie una pausa, mentre sei in fase di regolazione “Non recarti in un ristorante rumoroso o in un magazzino affollato “, afferma l’audiologa Deborah Berndtson, Au.D., CCC-A, direttore associato di pratiche audiologiche presso l’American Speech-Language-Hearing Association. “Il rumore di fondo in posti di questo tipo può sopraffare e rendere ancora più difficile l’ascolto delle conversazioni”.

Sapere quando recarsi dall’audiologo

In genere, diverse settimane dopo aver ricevuto l’apparecchio acustico, si sarà fissato un appuntamento per regolare le impostazioni del dispositivo e adattarlo.

Ma se si incontrano difficoltà nell’affrontare il volume dei suoni – al punto da non riuscire a tenere gli apparecchi acustici per una giornata intera – parla con il tuo audiologo per anticipare la regolazione.

Lo stesso discorso vale per un apparecchio che sta causando tanto disagio fisico. “Non si può regolare qualcosa che non si riesce ad indossare,” dice Palmer.

Valuta la formazione online per apparecchi acustici

Se ritieni di avere ancora problemi a comprendere le parole e a conversare, anche con gli apparecchi acustici, potresti trarre beneficio da un tipo di formazione per l’uso di apparecchi acustici chiamata riabilitazione uditiva.

Questi programmi online di breve durata migliorano la capacità di elaborare rapidamente il suono e la capacità di ascolto e comunicazione. Alcuni sono gratuiti, altri hanno un costo (in genere meno di $ 100 ma è improbabile che siano coperti da assicurazione).

“È logico che le persone con un sistema sensoriale danneggiato debbano esercitarsi su nuovi suoni dopo aver ricevuto un apparecchio acustico”, afferma Palmer. “È molto simile al meccanismo per cui qualcuno che ha ricevuto un arto protesico necessita di riabilitazione per imparare dall’inizio come funziona”.

Parla con il tuo audiologo per sapere se puoi trarre beneficio da questa formazione aggiuntiva e, nel caso, quale programma si potrebbe provare.

Avere aspettative realistiche

La maggior parte delle persone con perdita dell’udito ha subito danni al sistema uditivo. Quindi è importante comprendere che un apparecchio acustico regolato bene migliorerà le tue condizioni ma non può effettivamente ripristinare l’udito alla normalità.

“L’obiettivo dell’apparecchio è aiutare, amplificare il suono e renderti più facile la comprensione del parlato”, afferma Berndtson. Ma dovrai fare la tua parte e riconoscere che anche con gli apparecchi acustici, potrebbe essere necessario chiedere alle persone di parlare più lentamente e guardarli mentre parlano.

Aures ha elaborato un protocollo audiologico che riabilita l’orecchio fino al miglior recupero della funzione uditiva. 

Per conoscere i nostri percorsi di riabilitazione uditiva contattaci allo 051 4859072 o via mail a info@auresbologna.it.

 

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