Tag: udito

Evoluzione della specie: l’orecchio di Neanderthal

L’orecchio mette in guardia davanti a un pericolo, ci permette l’orientamento nell’ambiente o di comunicare con il mondo esterno. L’udito è quindi uno dei sensi più complessi che abbiamo, è strettamente collegato ai processi cognitivi e sicuramente custodisce il segreto del progresso della specie umana.

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Per sentire bene, non sottovalutare il cervello

Tenere una conversazione in un ristorante con un sottofondo rumoroso può essere difficile. Per molti, e soprattutto per chi soffre di ipoacusia, è spesso impossibile. Ma, suggerisce un nuovo studio, con un po’ di pratica possiamo insegnare al cervello a “sentirci” nonostante il frastuono.

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Vedere con le orecchie, non è fantascienza

Da tempo, gli studi scientifici hanno dimostrato che chi perde la vista tende a sviluppare maggiormente il senso dell’udito. Il responsabile di questa riorganizzazione sensoriale è il cervello, in grado di riadattare i circuiti che elaborano informazioni sensitive come quelle acustiche. Ma come avviene questa compensazione? Ce lo spiega nel dettaglio questo articolo estratto dal blog Scientificast.

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Asimmetria funzionale dell’udito

Le orecchie sono organi apparentemente uguali e con la stessa funzione…ma è davvero così? La rivista online MBenessere ha pubblicato un interessante approfondimento sull’argomento che spiega come le orecchie abbiano specificità diverse.

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La riabilitazione acustica: un percorso necessario

Statisticamente le persone arrivano a mettere le protesi dopo sette anni dall’inizio della sordità. Quando un organo non viene stimolato per così tanto tempo è necessaria una riabilitazione: se si salta questo passaggio anche la tecnologia più avanzata in commercio risulta inefficace e addirittura fastidiosa.

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In primavera, attenti alle orecchie!

Arriva la bella stagione e il nostro corpo è sottoposto a continui sbalzi di temperatura: un interessante articolo tratto dal sito Sky News ci spiega come proteggere le orecchie per affrontare la primavera al meglio.

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Autismo e aree sensoriali: udito, tatto e aspetti percettivi

Quando si parla di autismo, spesso, ci si riferisce principalmente alla sfera comportamentale, all’interazione sociale o all’ambito linguistico. Tuttavia è importante anche analizzare  il modo in cui le persone con disturbi dello spettro autistico percepiscono e fanno esperienza del mondo attraverso i sensi. In questo articolo scientifico, divulgato dall’agenzia di stampa DIRE per conto dell’Istituto di Ortofonologia, viene approfondito il legame tra autismo e aree sensoriali: lo riportiamo integralmente.

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L’acufene, protagonista al cinema

“A Star is Born”, terzo remake del musical “E’ nata una stella” (1937), è arrivato al cinema con un cast di prim’ordine. Protagonisti sono l’hollywoodiano Bradley Cooper e la pop-star Lady Gaga, in corsa per l’Oscar.

Ma in questa versione del film c’è anche un altro protagonista, l’acufene: il musicista Jackson Maine, interpretato da Cooper,  infatti lotta dall’inizio del film con il costante ronzio nelle orecchie, un problema che colpisce il 10% – 15% della popolazione mondiale.

E non è la prima volta che il tinnitus viene portato alla ribalta dal cinema: nel film Baby Driver – Il genio della Fuga (regia di Edgar Wright) il protagonista è un giovane affetto da acufene, condizione che combatte con una musica e delle cuffie sempre a portata di mano. Il cinema italiano ha portato il tema alla ribalta con il film “Orecchie” del 2016, in cui un ragazzo si sveglia con il fastidioso fischio nelle orecchie, che cercherà di combattere tra alterne vicende nel corso della giornata.

Nel mondo della musica, il cantante italiano Caparezza ha confessato i suoi tormenti legati all’acufene, così come il frontman dei Coldplay, Chris Martin, che nel corso di un’intervista ha invitato tutti a non sottovalutare i disturbi uditivi.

I disturbi legati all’acufene non sono un’invenzione del mondo moderno: Ippocrate (vissuto tra il 460 e il 370 A.C.) parla di acufene nel famoso trattato “Corpo Ippocratico”, definendolo “rumore nelle orecchie dentro se stessi”.

Grazie al mondo del cinema i problemi legati all’acufene stanno venendo alla ribalta, permettendo ad un gran numero di persone di riconoscerne i segnali e combattere questo disturbo il più tempestivamente possibile.

Il tinnitus infatti ha un impatto nella vita quotidiana e può essere fonte di stress e ansia: pur non essendoci al momento una cura definita univocamente è comunque consigliabile non temporeggiare, rivolgendosi ad uno specialista fin dai primi segnali.

Se anche tu soffri di acufene, non aspettare e prenota una visita gratuita con esame dell’udito: chiamaci al numero 051 4859072. 

Impatto di un’ipoacusia leggera nella capacità cognitiva dei giovani

Le perdite di udito nei giovani sono in costante aumento e gli studi scientifici seguono con interesse questo nuovo campo, soprattutto in un’ottica di prevenzione dell’ipoacusia. Le ultime ricerche si soffermano sull’interazione tra udito e capacità cognitive, cercando di far luce su una tematica che comincia a destare preoccupazione anche tra la popolazione più giovane.

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Perdita dell’udito improvvisa: come comportarsi?

Quando si parla di perdita dell’udito, la maggior parte delle persone immagina una condizione progressiva,  un lento deterioramento della propria capacità uditiva.

In realtà esiste un tipo di ipoacusia detta “improvvisa” che insorge repentinamente e spesso colpisce un solo orecchio: nella maggior parte dei casi non sono presenti dei sintomi premonitori e a volte la perdita di udito è accompagnata da acufeni o vertigini. La sensazione è paragonabile ad avere un batuffolo di cotone nell’orecchio che preme nel condotto uditivo.

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Affrontare al meglio la perdita di udito

In presenza di ipoacusia, diventa necessario apportare alcune modifiche nelle proprie abitudini di tutti i giorni.

Naturalmente, prima si ricorre ad un apparecchio acustico meglio è: l’uso di una protesi è consigliabile proprio per migliorare la qualità di vita e dover ridurre al minimo il disagio arrecato dal calo uditivo.

Tuttavia adattarsi alla nuova condizione non è un passaggio automatico, soprattutto da un punto di vista psicologico.

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Orecchie protette: studi sul vaccino antinfluenzale

Si avvicina l’autunno, il periodo in cui ogni mamma guarda con sospetto ad ogni starnuto, folata di vento, fronte sudata del proprio figlio. E poi c’è lei, la più temuta da mamme e piccini: l’otite, quel mal di orecchio che ti spezza il cuore perché il dolore che provoca è probabilmente uno dei più forti che possa provare un bambino.

L’otite è un’infezione virale che spesso si verifica contemporaneamente (o subito dopo) ad un raffreddore o mal di gola. La sua origine può essere virale o batterica, ed è molto frequente nei bambini a causa della conformazione della Tuba di Eustachio, configurazione che favorisce la risalita di virus e batteri nell’orecchio medio.

L’otite si risolve nella maggior parte dei casi senza problemi, tuttavia se sottovalutata può portare a conseguenze significative come mastoidite, perforazione del timpano e perdita di udito.

Anche se possono colpire in qualsiasi momento, le otiti mostrano una variazione stagionale. Secondo uno studio pubblicato a dicembre del 2012 esaminando più di 270mila casi di infezioni acute, le infezioni tendono ad aumentare con l’influenza e con i disturbi causati da altri virus respiratori.

Ciò ha portato alcuni ricercatori ad ipotizzare che il vaccino antinfluenzale possa essere utile anche nella prevenzione delle otiti. In un rapporto del 2011 sono stati messi insieme i dati di otto studi condotti su 24mila bambini di età compresa tra i sei mesi e i sette anni. Chi era stato sottoposto al vaccino FluMist, uno spray nasale, presentava un rischio di infezione acuta all’orecchio sensibilmente inferiore rispetto a chi aveva ricevuto il placebo.

Pur non essendo lo scopo principale del vaccino antinfluenzale, i risultati possono essere utili ai genitori per una migliore valutazione sul tipo di protezione da offrire ai figli.

Se sei soggetto ad otiti e avverti i primi sintomi di un calo dell’udito, prenota una visita gratuita con esame dell’udito chiamandoci al numero 051 4859072. 

Nuove scoperte sulla sordità

Le ricerche sono cominciate 40 anni fa e sono arrivate ad un risultato sorprendente.  Il team di scienziati della Harvard Medical School di Boston ha infatti scoperto che la proteina TMC1, già individuata nel 2002, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’udito e del movimento.

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Succedeva un anno fa

Il 31 maggio 2017 a Ginevra, nel corso della sua 70esima assemblea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in luce la crescita preoccupante dell’ipoacusia, problematica che coinvolge nel mondo 360 milioni di persone, (il 5% della popolazione mondiale).

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Non solo scienza

Paese che vai, patrono che trovi. E a Ruffano, piccolo paese del Salento (LE), ogni 25 aprile si festeggia San Marco Evangelista, protettore dell’udito.

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Stimolare efficacemente il nostro cervello

Ciò di cui il nostro cervello ha più bisogno è la stimolazione, e più dell’ ’80% della stimolazione sensoriale proviene dalle nostre orecchie. Sia quando siamo svegli che quando dormiamo, il nostro cervello è costantemente sottoposto a stimoli provenienti dal nostro orecchio. L’importanza di questo organo si osserva sin dal quarto mese di gravidanza: l’orecchio del feto è infatti il primo organo sensoriale ad entrare in funzione.

 

L’apparato uditivo non solo riceve il suono, ma determina le nostre capacità di equilibrio, ritmo e coordinazione motoria. Se provate a coprirvi un orecchio mentre camminate noterete dunque una significativa perdita di stabilità. Infatti, quando la nostra capacità di ascolto è compromessa, è l’intero sistema uditivo ad esserne colpito, ed essendo quest’ultimo il più potente integratore sensoriale del corpo, la sua perturbazione può avere importanti ripercussioni sul nostro benessere e sviluppo personale.

 

Lavorando alla base del processo di ricezione e assimilazione dei messaggi sensoriali, il metodo TOMATIS® aiuta a stimolare efficacemente il cervello, riducendo le difficoltà legate all’ ascolto.

Se desideri maggiori informazioni sul Metodo Tomatis® ed i suoi campi di applicazione, prenota una consulenza gratuita:
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Si può sentire bene ma capire male?

Imparare e comunicare possono sembrare processi scontati in quanto sono naturali per la maggior parte di noi. Ma per una persona su dieci, essi costituiscono una battaglia quotidiana. Spesso è la nostra capacità di elaborare correttamente le informazioni sensoriali ad essere compromessa. Si dice in questo caso che l’ascolto è perturbato.

In questa elaborazione dei dati, l’orecchio ha un ruolo fondamentale in quanto è il principale veicolo verso il cervello. L’orecchio raccoglie i suoni dell’ambiente e la nostra voce, li converte in impulsi elettrici e li trasmette al cervello che li analizza. Inoltre esso coglie anche i nostri movimenti ed è fortemente coinvolto nella coordinazione, l’equilibrio e il ritmo. L’orecchio ha pertanto una funzione vitale nella nostra vita quotidiana e ci permette non solo di parlare, argomentare, seguire delle istruzioni, leggere, parlare, memorizzare, ma anche di muoverci.

Quando la comunicazione tra l’orecchio e il cervello non è chiara, la nostra capacità di interagire con il mondo esterno è compromessa. Il risultato è spesso una perdita di fiducia in sé stessi, che a sua volta aumenterà le difficoltà di comunicazione e di apprendimento.

Sessant’anni fa, il medico francese Alfred Tomatis ha sviluppato una tecnica pedagogica che ha lo scopo di stimolare il cervello attraverso il suono per recuperare il pieno potenziale di ascolto dell’orecchio. Trattando la musica e la voce in un modo molto particolare, il Metodo Tomatis® aiuta i bambini e gli adulti a migliorare la loro qualità di ascolto.

Pedagogia alternativa, il Metodo Tomatis® stimola in modo efficace e naturale il cervello. Si tratta di un approccio complementare ai trattamenti medici e terapeutici tradizionali.

Se desideri maggiori informazioni sul Metodo Tomatis® ed i suoi campi di applicazione, prenota una consulenza gratuita:
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fonte: https://www.tomatis.com/it

Superare i pregiudizi: la storia di Claudio

Ho conosciuto Claudio un paio di mesi fa.

E’ venuto nel mio studio trascinato dalla moglie, molto preoccupata perché il marito, pur avendo sempre avuto una vita molto attiva, nell’ultimo periodo evitava sempre più spesso le occasioni sociali perché sentendo poco si sentiva isolato durante le conversazioni.

Dalla visita è emerso che con l’applicazione di due apparecchi acustici e alcune sedute riabilitative Claudio avrebbe avuto un recupero completo della sua funzione uditiva.

Sembra tutto semplice, vero?

Purtroppo no.

A Claudio gli apparecchi acustici non andavano nemmeno nominati!

Qualche anno fa infatti, si era recato in una nota catena di centri acustici, dove aveva acquistato degli apparecchi acustici che Claudio non aveva mai utilizzato.
Gli apparecchi fischiavano sempre e invece che le voci amplificavano solo i rumori ambientali.

Inutile dire che gli apparecchi erano finiti a prendere polvere in un cassetto e Claudio, sentendosi “truffato”, si era convinto che per lui gli apparecchi acustici fossero inutili e che il suo problema di udito non si potesse risolvere.

Tuttavia, con molto scetticismo e su insistenza della moglie, Claudio si è convinto a provare senza impegno due apparecchi acustici adatti a risolvere il suo problema e a seguire il nostro percorso riabilitativo Aures.

Dopo solo un mese queste sono le sue parole:

Dopo un’esperienza negativa di un apparecchio acustico di un’altra marca mi ero rassegnato al mio problema di udito.
Ad un controllo ho conosciuto la Dott.ssa Chiara Bassoli che mi ha convinto a provare senza impegno un apparecchio di nuova generazione.
Già dal primo giorno sono rimasto sorpreso di non sentire fischi e rumori strani.
Ora dopo un mese di controlli e regolazioni posso dire che grazie ad Aures sento voci e suoni che da tempo non sentivo più.

Se anche tu sei prevenuto perché in passato hai avuto esperienze negative con degli apparecchi acustici o perché le ha avute un tuo conoscente, contattaci per una visita gratuita.

Ti sapremo dire in maniera trasparente qual’è la tua condizione uditiva e quali margini di recupero può avere il tuo udito.
Anche tu, come Claudio, potresti ricrederti e tornare ad ascoltare una vita a colori.

Chiama 051 485 9072 per un appuntamento

 

Acquistare apparecchi acustici online o in televisione: tutto quello che c’è da sapere

Oggi possiamo comprare praticamente tutto online: dai calzini alle medicine, perfino una laurea!

Se hai una perdita uditiva e un po’ di dimestichezza con il computer probabilmente sei stato tentato dall’acquisto di amplificatori acustici online. 

Questi prodotti sono molto simili agli occhiali che trovi sugli scaffali del supermercato.

A differenza della vista però, l’udito necessita di un percorso riabilitativo per poter tornare a sentire bene, questo perché se non viene stimolato per diverso tempo l’orecchio perde la “memoria” di alcuni suoni.
Pensa a cosa succede se porti un gesso alla gamba per molti mesi: quando togli il gesso non riesci a correre o camminare come prima perché il muscolo non essendo stimolato si è indebolito e ha bisogno di una fisioterapia per riprendersi: l’udito funziona esattamente così.

Attento ai giochi di parole, la truffa è dietro l’angolo

Quelli che acquisti online o in televisione non sono apparecchi acustici, ma AMPLIFICATORI ACUSTICI!

Può sembrare una differenza da poco, ma non lo è: infatti gli apparecchi acustici sono presidi medici veri e propri acquistabili solo su prescrizione medica presso un centro specializzato e per legge possono essere applicati solo da un professionista laureato in audioprotesi.

Gli amplificatori invece NON SONO presidi medici  e sono acquistabili online (o in televisione) perché hanno una potenza molto ridotta, per non rischiare di danneggiare l’udito.

Ciò detto, lascio a chi legge una valutazione sull’efficacia che possono avere questi dispositivi.

Purtroppo molti (tele)venditori sfruttano questo espediente lessicale per lasciar intuire agli acquirenti che stanno acquistando un prodotto di pari valore a quello fornito nei centri specializzati per un prezzo molto inferiore.

Le 3 cose che devi sapere se stai pensando di acquistare un amplificatore acustico online

  1. Acquistando degli amplificatori online non puoi avvalerti di un professionista laureato in audioprotesi per l’applicazione e la regolazione: sarebbe come se comprassi delle medicine in farmacia e le assumessi senza che un medico ti abbia detto che farmaco prendere e in che dosaggio! 
  2. Esistono apparecchi acustici con dimensioni, caratteristiche tecniche e potenza molto diverse tra loro: la scelta di un modello rispetto ad un altro richiede una conoscenza approfondita della fisiologia dell’orecchio e delle componenti elettroniche: applicare un apparecchio acustico non appropriato potrebbe danneggiare irrimediabilmente l’udito.
    Questo vale nel caso di apparecchi acustici di seconda mano.
     
  3. Proprio come le automobili, anche le protesi necessitano di un “meccanico” di fiducia: quando sono indossate sull’orecchio sono esposte ad umidità, sudore e pulviscolo. Per questo necessitano di essere revisionate professionalmente con una certa frequenza, viceversa dopo pochi mesi probabilmente saranno da buttare!

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Perché sottovalutare la sordità potrebbe costarti caro… fino a €10000,00 all’anno!

Se stai valutando di acquistare un apparecchio acustico, è importante considerare anche l’impatto economico che avrebbe la scelta di NON acquistarlo.

“Semplice –dirai– se non lo acquisto risparmio dei soldi!”

….e se non fosse così? 

E’ impossibile dare un prezzo alle conversazioni con familiari, amici e colleghi che potresti perderti, per non parlare di tutti i suoni che arrrcchiscono di gioia la nostra vita: la risata di un bambino, il cinguettio degli uccelli, ma anche il campanello di casa o il timer del forno.

Secondo uno studio del Better Hearing Institute , è probabile che tu stia addirittura perdendo soldi a causa della tua perdita uditiva.

Lo studio è stato condotto su 40000 famiglie, ed ha scoperto che in presenza di sordità non trattate, c’è una riduzione  media del reddito familiare di $12000,00 l’anno (circa €10000,00).

La ragione è da ricercarsi  nel fatto che le persone con perdità uditiva hanno tassi di disoccupazione più elevati, maggior rischio di commettere errori sul posto di lavoro e in generale si stima che abbiano una riduzione nella qualità della vita (ad es. ansia, depressione, isolamento sociale ecc..) che può incidere negativamente sulla performance lavorativa.

La buona notizia è che portando apparecchi acustici si può ridurre del 50% questa perdita… questo è certamente un buon ritorno dell’investimento!

Non perdere tempo, se vuoi saperne di più contattaci per una visita gratuita!
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Quanto costano gli apparecchi acustici?

Non giriamoci intorno: gli apparecchi acustici sono costosi.
Il prezzo di listino di ogni apparecchio può variare da 700 a 3000€ a seconda della marca e del modello, inoltre la maggior parte delle persone con una perdita uditiva necessita di due protesi.

Il costo elevato rappresenta spesso un motivo di preoccupazione e fa sì che l’itervento venga posticipato il più possibile nel tempo, fino a quando la sordità diventa talmente grave da essere difficilmente risolvibile, anche con gli strumenti migliori.

Pensiamo ad un mal di schiena: se faccio subito una corretta terapia posso risolvere completamente il problema, viceversa se aspetto troppo senza chiedere aiuto il danno potrebbe diventare permanente! Con l’udito funziona esattamente nello stesso modo.

Nella valutazione del prezzo c’è molto da considerare.

Quello negli apparecchi acustici è un investimento importante: sono strumenti che utilizzerai ogni giorno per la maggior parte della giornata, quindi è bene che i tuoi soldi siano ben spesi.

Cosa è compreso nel costo degli apparecchi acustici?

E’ vero, il prezzo degli apparecchi è alto, ma va considerato che non stai acquistando il solo strumento.

Il prezzo solitamente comprende la prima visita, il test dell’udito, la consulenza e il fitting dell’apparecchio.

Da Aures, nel costo della protesi sono incluse le visite di riabilitazione acustica, tutte le visite di controllo e manutenzione a vita (consigliate ogni 2 mesi),  la garanzia,  e a seconda delle promozioni in corso anche l’assicurazione furto/smarrimento e una fornitura di batterie.
Questo significa che dopo l’acquisto non avrai ulteriori spese o pensieri.

Ecco un altro modo di vederla: se acquisti due apparecchi acustici ad un prezzo di € 4000,00 e questi hanno una durata media di 6 anni (anche maggiore, a seconda delle cura che se ne ha), vorrà dire che questi avranno un costo mensile di circa € 55 ed un costo giornaliero di € 1,80… praticamente meno di quanto pagheresti per un caffè e un cornetto al bar.

Fattori che influiscono sul prezzo degli apparecchi

L’aspetto più importante che influisce sul prezzo degli apparecchi è il livello di tecnologia e le caratteristiche incluse.

Come per tutta l’elettronica di consumo, anche se esternamente due oggetti sembrano esattamente uguali, quello che fa la differenza è il “circuito” interno, basta pensare ad un telefono cellulare: uno smartphone da 50€ è esattamente uguale ad un iPhone da 1000€ …ma di certo non funzionano allo stesso modo!

Questo non significa che tutti debbano acquistare necessariamente il modello più sofisticato: l’importante è individuare il livello di tecnologia che più si addice alle proprie esigenze e al proprio stile di vita.

La tecnologia avanza a ritmi molto veloci, per cui, sebbene i prezzi rimangano sostanzialmente stabili nel tempo, ciò che acquisti oggi ad un certo prezzo è enormemente più sofisticato di quello che avresti acquistato allo stesso prezzo 2 anni fa.

Quello che 10 anni fa era considerato il top della tecnologia ora è il modello “base”.

Quasi ogni produttore di apparecchi acustici cerca di venire incontro alle diverse esigenze degli utilizzatori, motivo per cui mette in commercio protesi con diversi livelli tecnologici e diversi prezzi.
Il modello più avanzato conterrà tutte le ultime innovazioni, come ad esempio sofisticati sistemi di riduzione del rumore e connettività per l’ascolto di TV e telefono; modelli più semplici non presenteranno queste caratteristiche ma avranno un prezzo più basso.

Agevolazioni finanziarie

Una volta individuato il tipo di tecnologia più adatta alle proprie esigenze, ci sono diverse agevolazioni finanziarie da poter sfruttare.

  • in primis, se la persona è in possesso di un certificato di invalidità civile per ipoacusia, può beneficiare di un contributo statale per l’acquisto delle protesi acustiche
  • la maggior parte delle assicurazioni sanitarie private fornisce una quota per l’acquisto delle protesi (variabile a seconda del contratto stipulato)
  • da Aures è possibile usufruire di pagamenti rateali a tasso 0
  • in ultimo, va ricordato che gli apparecchi acustici in quanto dispositivi medici sono detraibili dalle tasse al 19%

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Non comprare un apparecchio acustico se non hai fatto queste 10 cose!

Hai finalmente deciso di risolvere la tua perdita uditiva? Grandioso!

Secondo La rivista Hearing Review, le persone aspettano in media tra i 7 e 10 anni prima di chiedere aiuto.
Corrispondo a circa 1/10 della vita compromesso da una cattiva comunicazione, davvero un peccato.

Prima di procedere all’acquisto però ci sono ancora 10 cose che dovresti fare

Le 10 cose da fare prima di comprare un apparecchio acustico

  1. Esame dell’udito – La prima cosa (e la più importante) è un accurato esame dell’udito. L’esame è semplice, indolore non ti costerà altro se non un po’ del tuo tempo.
    Da Aures la prima visita dura tra 1 ora e 1 ora e mezza (a seconda del quadro clinico) perché prevede diversi esami specifici.
    Diffida da chi ti propone esami che durano di pochi minuti, ti fideresti di un medico che ti prescrive una medicina senza fare prima tutte le analisi del sangue? Certo che no! Perchè dovrebbe essere diverso per il tuo udito? Le protesi acustiche moderne sono molto sofisticate e per essere tarate al meglio sull’udito di chi le utilizza è necessario che il quadro clinico di partenza dia il più approfondito possibile.
  2. Prescrizione medica – E’ necessaria la prescrizione di un medico otorinolaringoiatra o di medicina generale per poter procedere all’acquisto. Inoltre la prescrizione, allegata alla fattura, è utile per poter detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi.
  3. Lista delle priorità – Durante la prima visita, il tuo audioprotesista non si limiterà a fare un esame dell’udito, ma ti chiederà informazioni dettagliate sul tuo stile di vita, per poterti proporre la soluzione più adatta alle tue esigenze.
    Quanto è importante per te l’ascolto della TV?
    Frequenti spesso ambienti rumorosi come bar, circoli o ristoranti?
    Passi molto tempo al telefono?
    Queste sono alcune delle domande che potrebbe porti, ma gli sarà sicuramente di grande aiuto se arriverai con una piccola lista delle situazioni di ascolto che vorresti migliorare.
  4. Piano finanziario – L’acquisto di apparecchi acustici è un investimento sulla tua salute e sulla tua qualità della vita, per questo è bene stabilire un budget a loro riservato.
    L’audioprotesista con cui parlerai ti proporrà anche diverse possibilità di finanziamento per poterti aiutare a sentire meglio con i prodotti migliori sul mercato.
  5. Aspettative realistiche – Uno dei fattori di successo nell’applicazione di apparecchi acustici è avere delle aspettative realistiche: per quanto la tecnologia oggi sia incredibilmente avanzata non può ancora sostituire l’udito naturale. Inoltre ci sono situazioni come ambienti molto rumorosi (ad esempio la pizzeria di sabato sera o il bar durante il derby) in cui anche chi sente bene ha difficoltà di ascolto.
  6. Mente aperta – dimentica quello che pensi di sapere su modelli e tecnologie a disposizione negli apparecchi acustici: la tecnologia fa passi da gigante e propone modelli sempre più piccoli e sofisticati.
    L’audioprotesista saprà indicarti il modello che risponde meglio alle tue esigenze di acustica, estetica e stile di vita.
    Se conosci qualcuno che già utilizza apparecchi acustici con scarso beneficio non pensare di dover subire la stessa sorte: le perdite uditive non sono tutte uguali e di conseguenza non hanno tutte la stessa resa, il mese di prova serve proprio ad evitare situazioni di questo tipo.
  7. Motivazione – Il tuo audioprotesista farà di tutto per farti tornare a sentire al meglio, ma la tua motivazione all’utilizzo è fondamentale: è importantissimo che tu gli dica volta per volta le tue impressioni e gli aspetti da migliorare, in modo da poterti aiutare.
    Ricorda che l’orecchio è come un muscolo: più lo “alleni”, migliori sono le performance. Soprattutto nel primo periodo è importante portare la protesi più ore possibile (almeno 8) per riabituarsi all’ascolto.
  8. Atteggiamento positivo – Come in tanti aspetti della vita, otterrai il  meglio dalla tua riabilitazione se la affronterai con un atteggiamento positivo e un pizzico di senso dell’umorismo: i primi tempi errare è umano! 
    Non c’è da preoccuparsi se ti senti impacciato nell’indossare le protesi o non ricordi come sostituire la batteria: come diceva Totò “nessuno è nato imparato”!
  9. Sistema di supporto – Molti utilizzatori di protesi acustiche sono stati incoraggiati a risolvere il problema dai propri cari.
    Prima di affrontare questa scelta discutine con famiglia, amici e colleghi: il loro supporto in questo percorso sarà un aiuto prezioso!
  10. Il giusto professionista – Acquistare apparecchi acustici non è come acquistare un paio di scarpe.
    Si tratta di dispositivi medici altamente sofisticati che richiedono l’esperienza e la professionalità di un audioprotesista qualificato per poterli applicare.
    Da Aures non ci limitiamo all’applicazione degli apparecchi acustici ma seguiamo un protocollo riabilitativo unico che ti accompagna nei mesi a seguire per poter ottenere sempre il massimo del tuo potenziale uditivo, con risultati certi e misurabili.

… sei pronto per partire dal punto #1?

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Come sente chi ha problemi di udito?

è opinione comune che chi ha problemi di udito senta tutto “piano”, come una radio a basso volume.
La realtà è molto diversa: chi ha una sordità(in particolare di tipo neuro-sensoriale) sente bene l’intensità delle parole ma sente il parlato in modo poco chiaro, come se l’interlocutore “si mangiasse le parole”.

Questo è uno dei motivi per cui è così difficile rendersi conto di avere un calo di udito: chi ne soffre soggettivamente sente “forte” e tende ad attribuire le proprie difficoltà di comunicazione agli interlocutori che non parlano bene o alla televisione che ha un suono disturbato.

Spesso per amici e familiari non è facile rendersi conto di com’è la vita delle persone che hanno un’ipoacusia, questo video aiuta ad immedesimarsi in loro simulando l’ascolto di una sinfonia con diversi tipi di ipoacusia.

Se pensi di avere un calo di udito o semplicemente vorresti fare una visita di controllo, richiedi  un appuntamento via mail scrivendo a info@auresbologna.it oppure telefonando ai numeri 051 48.59.072 o 328 74.59.586
Siamo reperibili h 24/24 anche a Luglio e Agosto

Le 5 cattive abitudini di chi ha problemi di udito

Le statistiche ci dicono che mediamente passano da 7 a 10 anni dal momento in cui si sospetta per la prima volta di avere un problema di udito al momento in cui si decide di fare qualcosa per risolverlo.

Da 7 a 10 anni, praticamente un decimo della nostra vita sprecato!

Le ricerche hanno identificato varie ragioni per le quali le persone tendono a procrastinare la ricerca di una soluzione, tra cui la convinzione di poter convivere con la sordità, la credenza che trattare il problema sia troppo costoso o semplicemente il fatto di non sapere a chi rivolgersi per un aiuto.  (AARP/American Speech-Language-Hearing Association (ASHA): National Poll on Hearing Health, 2011)

Tuttavia la perdita uditiva non trattata ha molti effetti collaterali.

Le difficoltà di comunicazione negli anni influiscono sull’autostima, sulle relazioni con i nostri cari e sulla salute generale.
Sam Trychin, rinomato psicologo, oratore e scrittore sul tema dell’ipoacusia ha scritto: “La maggioranza delle persone con problemi di udito ha una sordità che è peggiorata gradualmente negli anni. Per loro non è semplice identificare il momento in cui sono iniziate le difficoltà di comunicazione, perché hanno un lungo periodo nel quale sviluppano una serie di cattive abitudini come quella della negazione del problema, il che li rende molto restii al cambiamento”.

Quali sono queste cattive abitudini?

1.NEGARE IL PROBLEMA: Non ammettere la perdita uditiva, a noi stessi o agli altri, ci porta direttamente nel terreno minato della cattiva comunicazione.
La riluttanza ad ammettere ed accettare il problema non evita le difficoltà di comunicazione , ma le causa.

Mentre ci sforziamo di capire cosa ci viene detto, l’altra persona potrebbe accorgersi che qualcosa non va e, piuttosto che attribuire il problema all’udito, potrebbe erroneamente pensare che non capiamo o che siamo disinteressati alla conversazione. Una buona abitudine personale è quella di accettare la nostra perdita uditiva e comunicarla il prima possibile ai nostri interlocutori, per evitare questo tipo di incomprensioni.

2.BLUFFARE: ovvero far finta di aver sentito o dare l’impressione di seguire la conversazione quando in realtà non è così. Lo si può fare annuendo o sorridendo per rinforzare la (falsa) idea che abbiamo capito cosa ci viene detto.

Tutte le persone con una perdita uditiva bluffano, almeno qualche volta.
Le ragioni sono molteplici: non si vuole dare l’impressione di essere stupidi per il fatto di dover sempre chiedere di ripetere quello che viene detto, non si vuole interrompere l’interlocutore oppure si è semplicemente stanchi.
Sono tutte motivazioni valide ma a prescindere dalle buone intenzioni, questo comportamento ci allontana dalle altre persone. Bisogna ammettere di bluffare e avere il coraggio di dire “non ti sto seguendo, puoi ripetere?”

3.NON AFFERMARE LE NOSTRE NECESSITA’ per migliorare la comunicazione.
Magari la stanza è troppo buia oppure il nostro interlocutore parla coprendosi la bocca e ci rende difficile leggere le labbra. Potrebbe esserci rumore in sottofondo oppure ci parlano da un’altra stanza.

Queste sono tutte situazioni correggibili: la persona con problemi di udito non deve temere di farsi avanti ed esprimere le proprie necessità per poter migliorare la comunicazione, perché l’interlocutore potrebbe non sapere o non ricordare che ci potrebbero essere difficoltà.

4.ANCHE LA TUA COMUNICAZIONE E’ MIGLIORABILE. Funziona per entrambe le parti: se noi siamo i primi a parlare senza guardare in faccia o senza articolare bene le parole, i nostri interlocutori faranno lo stesso.

5.FARE LA VITTIMA: “Non dirò nuovamente a mia moglie di guardarmi in faccia mentre parla,  lei dovrebbe sapere che non riesco a leggerle le labbra se mi parla di lato!”  oppure “Tanto vale non andare a quel pranzo di famiglia, si dimenticano sempre che non sento bene e mi tocca ripeterglielo tutte le volte!”
Questi scenari sono destinati a ripetersi nel tempo se noi continuiamo a stare in silenzio senza comunicare quello che pensiamo: a volte le persone possono essere distratte e certamente non possono leggerci nei pensieri.

I problemi di comunicazione dovuti alla perdita di udito possono davvero minare i nostri rapporti affettivi e lavorativi, per questo è importante trovarvi una soluzione.

Il primo passo è riconoscere di avere un problema.
Prenota una visita gratuita per valutare lo stato di salute del tuo udito QUI oppure chiamando il numero 051 48 59 072.

Sordità e pregiudizi

Una breve storia che fa riflettere
Una donna di 26 anni stava camminando per strada insieme alla madre… ad un certo punto si mise a gridare: “Quell’auto!! Quell’auto ha appena suonato il clacson, mamma!”
La madre sorrise.
All’improvviso la figlia si mise a gridare di nuovo: “mamma, quel cane ci sta abbaiando!”
Una coppia seduta nelle vicinanze guardò il comportamento infantile della donna con fare critico, ma la ragazza continuò a gridare felice: “Mamma! Guarda! Quell’uomo fischia per chiamare un taxi!”
Alla fine la coppia si decise a parlare e chiese alla madre: “Perchè non porta sua figlia da un medico? é confusa e ha bisogno di aiuto.”
La madre sorrise e disse: “In realtà abbiamo appena lasciato l’ospedale. Mia figlia è nata sorda, ma oggi la situazione è cambiata: oggi sente per la prima volta.”
Non siate troppo veloci nel giudicare il prossimo: i disturbi dell’udito non si vedono… ma si sentono.
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