Prevenzione

Perchè il tema della perdita uditiva dovrebbe interessare tutti noi?
18 Aprile 2017 | Blog, Prevenzione

Perchè il tema della perdita uditiva dovrebbe interessare tutti noi?

Domanda: la perdita uditiva non è una patologia che porta alla morte, quindi perchè dovrebbe essere un tema di interesse pubblico, come l’abuso di tabacco o l’obesità?

Risposta: perchè la perdita uditiva è molto diffusa, ed ha numerosi rischi associati per la salute che possono incidere fortemente sulla vita di chi ne soffre ma anche su quella delle loro famiglie e comunità. Vista l’alta prevalenza della perdita di udito nella popolazione, chi ne soffre spesso si sente dire “il tuo calo di udito è normale per la tua età” oppure “devi accettare la tua sordità e imparare a conviverci”. Tuttavia, le ricerche ci dicono che la perdita uditiva ha un grandissimo impatto nella qualità della vita, inoltre è associata a numerosa altre patologie, tra cui un accellerato rischio di decadimento cognitivo, depressione, aumento del rischio di demenza e problemi di equilibrio, solo per citarne alcuni. Proprio per questi motivi non è per niente facile accettarla ed “imparare a conviverci”.

Cosa fare allora?

Il primo passo è sempre la prevenzione, sottoporsi ad un controllo audiometrico una volta all’anno dopo i 60 anni di età è non solo una buona abitudine per sè ma anche per chi ci circonda. Per una visita gratuita, anche a domicilio puoi chiamare il numero 051 48.59.072 Fonte
Perchè la terapia antibiotica dell’otite media non deve durare meno di 10 giorni
7 Aprile 2017 | Prevenzione

Perchè la terapia antibiotica dell’otite media non deve durare meno di 10 giorni

Secondo uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine (NEJM) la terapia antibiotica per il trattamento dell’otite media abbreviata a soli 5 giorni rischia di peggiorare l’evoluzione della malattia rispetto alla terapia standard di 10 giorni. Le infezioni dell’orecchio medio (o otite media acuta) sono disturbi comuni soprattutto nell’infanzia, spesso causate da batteri e normalmente trattati con terapia antibiotica. Tuttavia, l’utilizzo frequente ed inappropriato di antibiotici (ad esempio per trattare infezioni virali) può accellerare lo sviluppo di resistenze alle terapie. Nello studio in questione, dei ricercatori dell’università di Pittsburgh hanno indagato se una terapia di soli 5 giorni avesse gli stessi effetti della terapia standard della durata di 10 giorni, e se potesse ridursi così il rischio di sviluppare una resistenza agli antibiotici. Il risultato della ricerca è che una terapia di durata ridotta non solo non riduce il rischio di resistenza ai farmaci, ma rischia addirittura di peggiorare la sintomatologia dell’infezione. L’approccio standard della durata di 10 giorni rimane dunque la soluzione ad oggi migliore. FONTE
Acufene: conosciamolo meglio
30 Marzo 2017 | Blog, Prevenzione

Acufene: conosciamolo meglio

L’acufene o tinnito è un disturbo uditivo costituito da rumori che l’orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Può manifestarsi in varie forme, che possono anche variare nel tempo. Le più comuni sono: fischi, ronzii, pulsazioni, fruscii. Si stima che soffra di acufeni il 10-15% della popolazione, tra loro rappresenta un problema significativo per l’1-2% degli individui. Tra le cause più comuni di acufeni troviamo: l’esposizione a rumori forti, la presenza di un tappo di cerume, stress ossidativo, danni neurologici, l’assunzione di farmaci con effetti ototossici, allergie nasali, malattia di Menière e infezioni dell’orecchio. Come convivere con l’acufene? Non esiste una terapia unica per l’acufene poichè può essere causata da problemi molto diversi tra loro; esistono però delle strategie che possono essere usate da tutti per conviverci al meglio. Eccone alcune:
  • evita gli ambienti silenziosi: i rumori ambientali “mascherano” l’acufene
  • rilassati: riducendo lo stress puoi diminuire la percezione dell’acufene
  • bevi tanta acqua: la disidratazione può peggiorare il problema
  • prova i mascheratori specifici per acufeni
Deprivazione uditiva e ipoacusia: perchè è importante una diagnosi precoce della sordità
18 Marzo 2017 | Prevenzione

Deprivazione uditiva e ipoacusia: perchè è importante una diagnosi precoce della sordità

È uscito un articolo interessante nel numero di Gennaio 2017 della rivista Hearing Review nel quale viene intervistata la Dott.ssa Anu Sharma riguardo le sue ricerche sulla deprivazione uditiva. La D.ssa Anu Sharma ha dimostrato come anche una perdita uditiva di grado lieve può determinare significativi cambiamenti nel cervello ed una riorganizzazione della corteccia uditiva. Se il cervello non riceve bene i suoni, si instaurano dei meccanismi compensatori per sopperire alla perdita uditiva, come un maggior coinvolgimento della vista (lettura delle labbra) per arrivare ad ottenere le stesse informazioni che prima venivano veicolate soltanto dall’udito. Se delle aree della corteccia uditiva vengono reclutate dalla vista, questo lentamente determina dei cambiamenti funzionali nella corteccia cerebrale. Cosa significa? Secondo la D.ssa Anu Sharma, questo indica che anche con una perdita uditiva di grado lieve il cervello deve sforzarsi di più per sentire e questo può determinare delle modifiche funzionali della corteccia. Più aumenta la perdita, maggiore è lo sforzo che compie il cervello per sentire. La novità emersa da questo studio è che questi cambiamenti iniziano molto prima di quanto si pensasse, ovvero anche con perdite di grado lieve, che normalmente non vengono protesizzate. Sappiamo bene che queste modifiche nel cervello non sono facilmente reversibili, quindi come dovremmo interpretare questi dati? Studi hanno dimostrato che l’utilizzo di apparecchi acustici anche per perdite uditive lievi rallenta questi cambiamenti corticali. Questo comporta per chi li utilizza una miglior percezione del parlato e un minor sforzo nell’ascolto. Fonte: http://hearinghealthmatters.org/hearingandkids/2017/auditory-deprivation-hearing-loss/

© Aures di Chiara Bassoli 2017 | via Vittorio Veneto, 21/d, 40131 - Bologna
p.iva 03585291200 | Note legali | Cookie Policy | Privacy Policy