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Quanto costano gli apparecchi acustici?
26 Agosto 2017 | Apparecchi Acustici, Blog, Uncategorized

Quanto costano gli apparecchi acustici?

Non giriamoci intorno: gli apparecchi acustici sono costosi. Il prezzo di listino di ogni apparecchio può variare da 700 a 3000€ a seconda della marca e del modello, inoltre la maggior parte delle persone con una perdita uditiva necessita di due protesi. Il costo elevato rappresenta spesso un motivo di preoccupazione e fa sì che l’itervento venga posticipato il più possibile nel tempo, fino a quando la sordità diventa talmente grave da essere difficilmente risolvibile, anche con gli strumenti migliori. Pensiamo ad un mal di schiena: se faccio subito una corretta terapia posso risolvere completamente il problema, viceversa se aspetto troppo senza chiedere aiuto il danno potrebbe diventare permanente! Con l’udito funziona esattamente nello stesso modo. Nella valutazione del prezzo c’è molto da considerare. Quello negli apparecchi acustici è un investimento importante: sono strumenti che utilizzerai ogni giorno per la maggior parte della giornata, quindi è bene che i tuoi soldi siano ben spesi.

Cosa è compreso nel costo degli apparecchi acustici?

E’ vero, il prezzo degli apparecchi è alto, ma va considerato che non stai acquistando il solo strumento. Il prezzo solitamente comprende la prima visita, il test dell’udito, la consulenza e il fitting dell’apparecchio. Da Aures, nel costo della protesi sono incluse le visite di riabilitazione acustica, tutte le visite di controllo e manutenzione a vita (consigliate ogni 2 mesi), la garanzia, e a seconda delle promozioni in corso anche l’assicurazione furto/smarrimento e una fornitura di batterie. Questo significa che dopo l’acquisto non avrai ulteriori spese o pensieri. Ecco un altro modo di vederla: se acquisti due apparecchi acustici ad un prezzo di € 4000,00 e questi hanno una durata media di 6 anni (anche maggiore, a seconda delle cura che se ne ha), vorrà dire che questi avranno un costo mensile di circa € 55 ed un costo giornaliero di € 1,80… praticamente meno di quanto pagheresti per un caffè e un cornetto al bar.

Fattori che influiscono sul prezzo degli apparecchi

L’aspetto più importante che influisce sul prezzo degli apparecchi è il livello di tecnologia e le caratteristiche incluse. Come per tutta l’elettronica di consumo, anche se esternamente due oggetti sembrano esattamente uguali, quello che fa la differenza è il “circuito” interno, basta pensare ad un telefono cellulare: uno smartphone da 50€ è esattamente uguale ad un iPhone da 1000€ …ma di certo non funzionano allo stesso modo! Questo non significa che tutti debbano acquistare necessariamente il modello più sofisticato: l’importante è individuare il livello di tecnologia che più si addice alle proprie esigenze e al proprio stile di vita. La tecnologia avanza a ritmi molto veloci, per cui, sebbene i prezzi rimangano sostanzialmente stabili nel tempo, ciò che acquisti oggi ad un certo prezzo è enormemente più sofisticato di quello che avresti acquistato allo stesso prezzo 2 anni fa. Quello che 10 anni fa era considerato il top della tecnologia ora è il modello “base”. Quasi ogni produttore di apparecchi acustici cerca di venire incontro alle diverse esigenze degli utilizzatori, motivo per cui mette in commercio protesi con diversi livelli tecnologici e diversi prezzi. Il modello più avanzato conterrà tutte le ultime innovazioni, come ad esempio sofisticati sistemi di riduzione del rumore e connettività per l’ascolto di TV e telefono; modelli più semplici non presenteranno queste caratteristiche ma avranno un prezzo più basso.

Agevolazioni finanziarie

Una volta individuato il tipo di tecnologia più adatta alle proprie esigenze, ci sono diverse agevolazioni finanziarie da poter sfruttare.
  • in primis, se la persona è in possesso di un certificato di invalidità civile per ipoacusia, può beneficiare di un contributo statale per l’acquisto delle protesi acustiche
  • la maggior parte delle assicurazioni sanitarie private fornisce una quota per l’acquisto delle protesi (variabile a seconda del contratto stipulato)
  • da Aures è possibile usufruire di pagamenti rateali a tasso 0
  • in ultimo, va ricordato che gli apparecchi acustici in quanto dispositivi medici sono detraibili dalle tasse al 19%

Vuoi saperne di più? Contattaci per una visita gratuita! 051 4859072 328 7459586 info@auresbologna.it

Non comprare un apparecchio acustico se non hai fatto queste 10 cose!
21 Giugno 2017 | Apparecchi Acustici, Blog

Non comprare un apparecchio acustico se non hai fatto queste 10 cose!

Hai finalmente deciso di risolvere la tua perdita uditiva? Grandioso!

Secondo La rivista Hearing Review, le persone aspettano in media tra i 7 e 10 anni prima di chiedere aiuto. Corrispondo a circa 1/10 della vita compromesso da una cattiva comunicazione, davvero un peccato.

Prima di procedere all’acquisto però ci sono ancora 10 cose che dovresti fare

Le 10 cose da fare prima di comprare un apparecchio acustico

  1. Esame dell’udito – La prima cosa (e la più importante) è un accurato esame dell’udito. L’esame è semplice, indolore non ti costerà altro se non un po’ del tuo tempo. Da Aures la prima visita dura tra 1 ora e 1 ora e mezza (a seconda del quadro clinico) perché prevede diversi esami specifici. Diffida da chi ti propone esami che durano di pochi minuti, ti fideresti di un medico che ti prescrive una medicina senza fare prima tutte le analisi del sangue? Certo che no! Perchè dovrebbe essere diverso per il tuo udito? Le protesi acustiche moderne sono molto sofisticate e per essere tarate al meglio sull’udito di chi le utilizza è necessario che il quadro clinico di partenza dia il più approfondito possibile.
  2. Prescrizione medica – E’ necessaria la prescrizione di un medico otorinolaringoiatra o di medicina generale per poter procedere all’acquisto. Inoltre la prescrizione, allegata alla fattura, è utile per poter detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi.
  3. Lista delle priorità – Durante la prima visita, il tuo audioprotesista non si limiterà a fare un esame dell’udito, ma ti chiederà informazioni dettagliate sul tuo stile di vita, per poterti proporre la soluzione più adatta alle tue esigenze. Quanto è importante per te l’ascolto della TV? Frequenti spesso ambienti rumorosi come bar, circoli o ristoranti? Passi molto tempo al telefono? Queste sono alcune delle domande che potrebbe porti, ma gli sarà sicuramente di grande aiuto se arriverai con una piccola lista delle situazioni di ascolto che vorresti migliorare.
  4. Piano finanziario – L’acquisto di apparecchi acustici è un investimento sulla tua salute e sulla tua qualità della vita, per questo è bene stabilire un budget a loro riservato. L’audioprotesista con cui parlerai ti proporrà anche diverse possibilità di finanziamento per poterti aiutare a sentire meglio con i prodotti migliori sul mercato.
  5. Aspettative realistiche – Uno dei fattori di successo nell’applicazione di apparecchi acustici è avere delle aspettative realistiche: per quanto la tecnologia oggi sia incredibilmente avanzata non può ancora sostituire l’udito naturale. Inoltre ci sono situazioni come ambienti molto rumorosi (ad esempio la pizzeria di sabato sera o il bar durante il derby) in cui anche chi sente bene ha difficoltà di ascolto.
  6. Mente aperta – dimentica quello che pensi di sapere su modelli e tecnologie a disposizione negli apparecchi acustici: la tecnologia fa passi da gigante e propone modelli sempre più piccoli e sofisticati. L’audioprotesista saprà indicarti il modello che risponde meglio alle tue esigenze di acustica, estetica e stile di vita. Se conosci qualcuno che già utilizza apparecchi acustici con scarso beneficio non pensare di dover subire la stessa sorte: le perdite uditive non sono tutte uguali e di conseguenza non hanno tutte la stessa resa, il mese di prova serve proprio ad evitare situazioni di questo tipo.
  7. Motivazione – Il tuo audioprotesista farà di tutto per farti tornare a sentire al meglio, ma la tua motivazione all’utilizzo è fondamentale: è importantissimo che tu gli dica volta per volta le tue impressioni e gli aspetti da migliorare, in modo da poterti aiutare. Ricorda che l’orecchio è come un muscolo: più lo “alleni”, migliori sono le performance. Soprattutto nel primo periodo è importante portare la protesi più ore possibile (almeno 8) per riabituarsi all’ascolto.
  8. Atteggiamento positivo – Come in tanti aspetti della vita, otterrai il meglio dalla tua riabilitazione se la affronterai con un atteggiamento positivo e un pizzico di senso dell’umorismo: i primi tempi errare è umano! Non c’è da preoccuparsi se ti senti impacciato nell’indossare le protesi o non ricordi come sostituire la batteria: come diceva Totò “nessuno è nato imparato”!
  9. Sistema di supporto – Molti utilizzatori di protesi acustiche sono stati incoraggiati a risolvere il problema dai propri cari. Prima di affrontare questa scelta discutine con famiglia, amici e colleghi: il loro supporto in questo percorso sarà un aiuto prezioso!
  10. Il giusto professionista – Acquistare apparecchi acustici non è come acquistare un paio di scarpe. Si tratta di dispositivi medici altamente sofisticati che richiedono l’esperienza e la professionalità di un audioprotesista qualificato per poterli applicare. Da Aures non ci limitiamo all’applicazione degli apparecchi acustici ma seguiamo un protocollo riabilitativo unico che ti accompagna nei mesi a seguire per poter ottenere sempre il massimo del tuo potenziale uditivo, con risultati certi e misurabili.

… sei pronto per partire dal punto #1? Contattaci per una visita gratuita 051 4859072 328 7459586 info@auresbologna.it

Come sente chi ha problemi di udito?
20 Giugno 2017 | Apparecchi Acustici, Blog, Prevenzione

Come sente chi ha problemi di udito?

è opinione comune che chi ha problemi di udito senta tutto “piano”, come una radio a basso volume. La realtà è molto diversa: chi ha una sordità(in particolare di tipo neuro-sensoriale) sente bene l’intensità delle parole ma sente il parlato in modo poco chiaro, come se l’interlocutore “si mangiasse le parole”. Questo è uno dei motivi per cui è così difficile rendersi conto di avere un calo di udito: chi ne soffre soggettivamente sente “forte” e tende ad attribuire le proprie difficoltà di comunicazione agli interlocutori che non parlano bene o alla televisione che ha un suono disturbato. Spesso per amici e familiari non è facile rendersi conto di com’è la vita delle persone che hanno un’ipoacusia, questo video aiuta ad immedesimarsi in loro simulando l’ascolto di una sinfonia con diversi tipi di ipoacusia.

Se pensi di avere un calo di udito o semplicemente vorresti fare una visita di controllo, richiedi un appuntamento via mail scrivendo a info@auresbologna.it oppure telefonando ai numeri 051 48.59.072 o 328 74.59.586 Siamo reperibili h 24/24 anche a Luglio e Agosto
Tutto quello che c’è da sapere sulla cura degli apparecchi acustici in estate
20 Giugno 2017 | Apparecchi Acustici, Blog

Tutto quello che c’è da sapere sulla cura degli apparecchi acustici in estate

Dopo un lungo inverno, tutti noi non vediamo l’ora che arrivi l’estate con le sue temperature miti per goderci le giornate all’aria aperta. Tuttavia, per chi utilizza protesi acustiche sono necessari una maggiore attenzione e controlli più frequenti durante l’estate. Come differisce la cura degli apparecchi acustici durante l’estate rispetto all’inverno? A esempio, in inverno le basse temperature possono ridurre la durata delle batterie, inoltre il passaggio da temperature molto basse all’esterno a temperature elevate negli ambienti chiusi può provocare la formazione di condensa che accumulandosi dentro alla protesi rischia di danneggiarla. Vediamo insieme le insidie più comuni durante i mesi estivi

SUDORAZIONE

Svolgere attività all’aperto in estate è sinonimo di sudorazione. Durante l’inverno, a meno che tu non sia uno sportivo accanito il rischio di sudare si riduce, mentre in estate anche attività tranquille come fare una passeggiata, fare giardinaggio o un barbecue all’aperto possono provocare una forte sudorazione. Il sudore causa l’accumulo di condensa nell’apparecchio, che a sua volta può danneggiare microfoni, ricevitore e addirittura corrodere i contatti della batteria.

UMIDITÀ

A meno che tu non viva in una zona con clima molto secco (di certo non l’Emilia Romagna da dove scrivo…), l’umidità può rappresentare un grosso problema per gli apparecchi acustici in quanto provoca gli stessi danni attribuibili alla sudorazione.

PISCINA

Milioni di persone durante l’estate trovano riparo dal caldo andando in piscina e probabilmente tu come me sei uno di loro. Se porti apparecchi acustici evita di scegliere posti vicino all’acqua perché è più probabile ricevere schizzi. Se ti è possibile fare a meno delle protesi per qualche ora, la soluzione migliore per evitare danni è toglierle e metterle al riparo in un contenitore waterproof.

ACQUA SALATA

L’esposizione degli apparecchi acustici all’acqua salata come quella del mare richiede un’attenzione ancora maggiore rispetto a quella della piscina perché quando si asciuga lascia dei cristalli di sale che possono danneggiare in modo permanentele componenti interne della protesi. In tutti i casi, quando si suda o si bagnano accidentalmente gli apparecchi acustici, è consigliabile deumidificarli durante la notte utilizzando strumenti specifici (sali di silice o deumidificatori elettrici).

SABBIA

Quando sei in spiaggia sarà bene evitare di toccare gli apparecchi con le mani sporche di sabbia, perché i granelli rischiano di occludere il microfono, provocando danni permanenti.

SPRAY

La protezione solare e lo spray anti zanzare in estate sono dei fedeli alleati ma rischiano di otturare il microfono della protesi: meglio togliere gli apparecchi acustici prima di usare gli spray e re-indossarli subito dopo.

CONTROLLA L’INDICE IP

Un buon sistema per verificare la protezione dei tuoi apparecchi acustici è verificare il loro indice IP. IP è l’acronimo di Ingress Protection ed indica la classe di protezione contro l’ingresso dannoso di acqua e materiale di tipo particolato come polvere e allergeni. L’indice IP contiene due cifre: la prima fa riferimento al grado di protezione contro materie solide come polvere, sporco e allergeni; la seconda fa riferimento al grado di resistenza all’intrusione di acqua. In entrambi i casi, più alta è la cifra, maggiore sarà il grado di protezione. Puoi trovare l’indice IP dei tuoi apparecchi acustici nel liberetto di istruzioni insieme alle specifiche tecniche (vedi sotto).
esempio di indice IP riportato in un libretto di istruzioni
Attualmente i valori più alti (che indicano una protezione totale) sono 6 per i solidi e 8 per i liquidi. Un indice IP58 garantisce già un ottimo livello di protezione se vivi in località molto umide o hai un’abbondante sudorazione. Inoltre, quasi tutti i maggiori produttori di apparecchi acustici oggi rivestono i loro strumenti con il “nano-coating“: uno speciale rivestimento che fa sì che acqua e condensa scivolino via dalla superficie della protesi senza danneggiarla. Per sapere se anche i tuoi apparecchi hanno il rivestimento nano-coating consulta il tuo audioprotesista.

Il consiglio più importante

Infine, il consiglio più importante durante i mesi estivi è quello di far revisionare professionalmente gli apparecchi acustici con maggior frequenza (l’ideale sarebbe una volta al mese), per evitare che gli agenti esterni che abbiamo visto possano danneggiare i tuoi apparecchi. Se sei in partenza per le vacanze ricorda di portare con te un piccolo kit di emergenza che il tuoi audioprotesista potrà fornirti e –se li hai– porta sempre con te un paio di apparecchi acustici di scorta (magari quelli vecchi che non usi più).

Dubbi?

Se hai dubbi o curiosità puoi sempre contattarci via mail scrivendo a info@auresbologna.it .
Per emergenze siamo reperibili 24/24 anche a Luglio e Agosto telefonando ai numeri 051 48.59.072 o 328 74.59.586
Cuffie e auricolari possono danneggiare l’udito?
13 Giugno 2017 | Blog, Prevenzione

Cuffie e auricolari possono danneggiare l’udito?

Cuffie e auricolari oggi sono dappertutto: collegate a cellulari, lettori MP3, computer, iPod, tablet e vengono utilizzate da bambini, adolescenti e adulti. In particolare gli auricolari “in-ear” sono la scelta più popolare perchèà sono piccoli, leggeri e poco costosi.
Auricolari “in-ear”
Il problema è che questi piccoli altoparlanti portatili causano danni all’udito con un’incidenza allarmante, infatti recenti studi condotti negli USA hanno mostrato come 1 adolescente su 5 presenti già una perdita di udito. La perdita uditiva legata a danni da rumore non è reversibile e soprattutto avanza più rapidamente se non viene precocemente riconosciuta e trattata.

Come si verifica il danno?

Gli auricolari comunemente utilizzati con gli smartphone o i lettori MP3 sono collocati nel condotto uditivo, questo fa si che il segnale audio sia emesso vicino al timpano, fornendo un incemento dell’amplificazione di 9 dB circa. Inoltre, se gli auricolari non chiudono perfettamente il condotto uditivo, il rumore ambientale di sottofondo che arriva all’orecchio porta l’utilizzatore ad alzare ulteriormente il volume. Anche l’ascolto a volumi moderati può danneggiare l’udito se protratto per molto tempo. Ad esempio, ascotare la musica per 3 ore a 90 dB può essere dannoso tanto quanto ascoltare qualcosa a 155 dB (come il decollo di un jet!) per 30 secondi.

Prova questo!

Di seguito ci sono alcune accortezze da seguire quando si utilizzano gli auricolari

  • Utilizza le cuffie ad archetto o headphones, esistono anche modelli particolarmente sofisticati in grado di ridurre il rumore ambientale di fondo.
  • Segui la regola del 60/60. Mantieni il volume del dispositivo sotto al 60% e limita l’ascolto a 60 minuti al giorno.
  • Acquista auricolari che garantiscano una chiusura migliore del condotto uditivo, e dunque evitino ai rumori ambientali di arrivare all’orecchio.
  • Investi in auricolari su misura: vengono costruiti prendendo l’impronta del condotto uditivo e forniscono la miglior qualità sonora.
  • Educa bambini e teenager alla prevenzione: molti di loro non sanno che la perdita uditiva non è reversibile.

Sei preoccupato per la salute del tuo udito?

La cosa migliore da fare è prenotare una visita audiologica per verificare la salute del tuo udito. Puoi farlo chiamando il numero 051 48 59 072 oppure richiedendo un appuntamento QUI tramite il modulo contatti.
Le 5 cattive abitudini di chi ha problemi di udito
6 Giugno 2017 | Blog, Prevenzione

Le 5 cattive abitudini di chi ha problemi di udito

Le statistiche ci dicono che mediamente passano da 7 a 10 anni dal momento in cui si sospetta per la prima volta di avere un problema di udito al momento in cui si decide di fare qualcosa per risolverlo. Da 7 a 10 anni, praticamente un decimo della nostra vita sprecato! Le ricerche hanno identificato varie ragioni per le quali le persone tendono a procrastinare la ricerca di una soluzione, tra cui la convinzione di poter convivere con la sordità, la credenza che trattare il problema sia troppo costoso o semplicemente il fatto di non sapere a chi rivolgersi per un aiuto. (AARP/American Speech-Language-Hearing Association (ASHA): National Poll on Hearing Health, 2011) Tuttavia la perdita uditiva non trattata ha molti effetti collaterali. Le difficoltà di comunicazione negli anni influiscono sull’autostima, sulle relazioni con i nostri cari e sulla salute generale. Sam Trychin, rinomato psicologo, oratore e scrittore sul tema dell’ipoacusia ha scritto: “La maggioranza delle persone con problemi di udito ha una sordità che è peggiorata gradualmente negli anni. Per loro non è semplice identificare il momento in cui sono iniziate le difficoltà di comunicazione, perché hanno un lungo periodo nel quale sviluppano una serie di cattive abitudini come quella della negazione del problema, il che li rende molto restii al cambiamento”. Quali sono queste cattive abitudini? 1.NEGARE IL PROBLEMA: Non ammettere la perdita uditiva, a noi stessi o agli altri, ci porta direttamente nel terreno minato della cattiva comunicazione. La riluttanza ad ammettere ed accettare il problema non evita le difficoltà di comunicazione , ma le causa. Mentre ci sforziamo di capire cosa ci viene detto, l’altra persona potrebbe accorgersi che qualcosa non va e, piuttosto che attribuire il problema all’udito, potrebbe erroneamente pensare che non capiamo o che siamo disinteressati alla conversazione. Una buona abitudine personale è quella di accettare la nostra perdita uditiva e comunicarla il prima possibile ai nostri interlocutori, per evitare questo tipo di incomprensioni. 2.BLUFFARE: ovvero far finta di aver sentito o dare l’impressione di seguire la conversazione quando in realtà non è così. Lo si può fare annuendo o sorridendo per rinforzare la (falsa) idea che abbiamo capito cosa ci viene detto. Tutte le persone con una perdita uditiva bluffano, almeno qualche volta. Le ragioni sono molteplici: non si vuole dare l’impressione di essere stupidi per il fatto di dover sempre chiedere di ripetere quello che viene detto, non si vuole interrompere l’interlocutore oppure si è semplicemente stanchi. Sono tutte motivazioni valide ma a prescindere dalle buone intenzioni, questo comportamento ci allontana dalle altre persone. Bisogna ammettere di bluffare e avere il coraggio di dire “non ti sto seguendo, puoi ripetere?” 3.NON AFFERMARE LE NOSTRE NECESSITA’ per migliorare la comunicazione. Magari la stanza è troppo buia oppure il nostro interlocutore parla coprendosi la bocca e ci rende difficile leggere le labbra. Potrebbe esserci rumore in sottofondo oppure ci parlano da un’altra stanza. Queste sono tutte situazioni correggibili: la persona con problemi di udito non deve temere di farsi avanti ed esprimere le proprie necessità per poter migliorare la comunicazione, perché l’interlocutore potrebbe non sapere o non ricordare che ci potrebbero essere difficoltà. 4.ANCHE LA TUA COMUNICAZIONE E’ MIGLIORABILE. Funziona per entrambe le parti: se noi siamo i primi a parlare senza guardare in faccia o senza articolare bene le parole, i nostri interlocutori faranno lo stesso. 5.FARE LA VITTIMA: “Non dirò nuovamente a mia moglie di guardarmi in faccia mentre parla, lei dovrebbe sapere che non riesco a leggerle le labbra se mi parla di lato!” oppure “Tanto vale non andare a quel pranzo di famiglia, si dimenticano sempre che non sento bene e mi tocca ripeterglielo tutte le volte!” Questi scenari sono destinati a ripetersi nel tempo se noi continuiamo a stare in silenzio senza comunicare quello che pensiamo: a volte le persone possono essere distratte e certamente non possono leggerci nei pensieri. I problemi di comunicazione dovuti alla perdita di udito possono davvero minare i nostri rapporti affettivi e lavorativi, per questo è importante trovarvi una soluzione.

Il primo passo è riconoscere di avere un problema. Prenota una visita gratuita per valutare lo stato di salute del tuo udito QUI oppure chiamando il numero 051 48 59 072.

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