Tag: calo uditivo

Comorbilità nella perdita di udito

La perdita di capacità uditiva è una condizione che modifica il modo in cui si interagisce con l’ambiente circostante. Può dipendere da diversi fattori: età, esposizione al rumore, ereditarietà, infezioni etc. Nella maggior parte dei casi, l’ipoacusia è causata dal danno riportato dalle cellule sensoriali dell’orecchio interno.

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Incontro su udito e declino cognitivo al Caffè Alzheimer

Ieri pomeriggio abbiamo preso parte al progetto “Caffè Alzheimer” presso la Casa residenza e Centro Diurno “San Biagio” a Casalecchio di Reno: ringraziamo tutti i partecipanti, che si sono confrontati con noi su un argomento che ci sta molto a cuore, udito e deterioramento delle funzioni cognitive.

La dott.ssa Bassoli ha presentato le ultime ricerche scientifiche sulle cause di declino cognitivo e su come una corretta prevenzione possa ridurne l’insorgenza.

In particolare, gli ultimi dati riportano che soggetti over 50 con sordità non trattata hanno una tendenza superiore dell’8% all’isolamento sociale, alla depressione e all’ansia rispetto ai loro coetanei normo acusici o portatori di protesi acustiche. Altri fattori che possono aumentare il rischio di demenza sono direttamente o indirettamente collegati all’udito: per esempio si limita l’attività fisica a causa di problemi di equilibrio che dipendono dal calo uditivo.

Tuttavia, con la prevenzione e un corretto stile di vita è possibile modificare questa tendenza.

Un percorso di riabilitazione uditiva può portare a:

  • Miglioramento nella comprensione dei suoni
  • Il cervello ricostruisce e rimpiazza la falsa memoria uditiva basata su input alterati e gradualmente migliora l’automazione e la velocità del processamento
  • Determina una miglior risoluzione del segnale uditivo, perché dalle orecchie arrivano più informazioni

La riabilitazione dell’udito si può ottenere attraverso il supporto degli apparecchi acustici o con trattamenti che lavorano sui processi cognitivi come il Metodo Tomatis® che lavora sulle capacità di ascolto e costruisce delle «riserve cognitive» in grado di rafforzare le connessioni cerebrali.

Vuoi saperne di più sui nostri percorsi di riabilitazione acustica? Contattaci allo 051 4859072 o via mail a info@auresbologna.it

L’acufene, protagonista al cinema

“A Star is Born”, terzo remake del musical “E’ nata una stella” (1937), è arrivato al cinema con un cast di prim’ordine. Protagonisti sono l’hollywoodiano Bradley Cooper e la pop-star Lady Gaga, in corsa per l’Oscar.

Ma in questa versione del film c’è anche un altro protagonista, l’acufene: il musicista Jackson Maine, interpretato da Cooper,  infatti lotta dall’inizio del film con il costante ronzio nelle orecchie, un problema che colpisce il 10% – 15% della popolazione mondiale.

E non è la prima volta che il tinnitus viene portato alla ribalta dal cinema: nel film Baby Driver – Il genio della Fuga (regia di Edgar Wright) il protagonista è un giovane affetto da acufene, condizione che combatte con una musica e delle cuffie sempre a portata di mano. Il cinema italiano ha portato il tema alla ribalta con il film “Orecchie” del 2016, in cui un ragazzo si sveglia con il fastidioso fischio nelle orecchie, che cercherà di combattere tra alterne vicende nel corso della giornata.

Nel mondo della musica, il cantante italiano Caparezza ha confessato i suoi tormenti legati all’acufene, così come il frontman dei Coldplay, Chris Martin, che nel corso di un’intervista ha invitato tutti a non sottovalutare i disturbi uditivi.

I disturbi legati all’acufene non sono un’invenzione del mondo moderno: Ippocrate (vissuto tra il 460 e il 370 A.C.) parla di acufene nel famoso trattato “Corpo Ippocratico”, definendolo “rumore nelle orecchie dentro se stessi”.

Grazie al mondo del cinema i problemi legati all’acufene stanno venendo alla ribalta, permettendo ad un gran numero di persone di riconoscerne i segnali e combattere questo disturbo il più tempestivamente possibile.

Il tinnitus infatti ha un impatto nella vita quotidiana e può essere fonte di stress e ansia: pur non essendoci al momento una cura definita univocamente è comunque consigliabile non temporeggiare, rivolgendosi ad uno specialista fin dai primi segnali.

Se anche tu soffri di acufene, non aspettare e prenota una visita gratuita con esame dell’udito: chiamaci al numero 051 4859072. 

Perdita dell’udito improvvisa: come comportarsi?

Quando si parla di perdita dell’udito, la maggior parte delle persone immagina una condizione progressiva,  un lento deterioramento della propria capacità uditiva.

In realtà esiste un tipo di ipoacusia detta “improvvisa” che insorge repentinamente e spesso colpisce un solo orecchio: nella maggior parte dei casi non sono presenti dei sintomi premonitori e a volte la perdita di udito è accompagnata da acufeni o vertigini. La sensazione è paragonabile ad avere un batuffolo di cotone nell’orecchio che preme nel condotto uditivo.

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Affrontare al meglio la perdita di udito

In presenza di ipoacusia, diventa necessario apportare alcune modifiche nelle proprie abitudini di tutti i giorni.

Naturalmente, prima si ricorre ad un apparecchio acustico meglio è: l’uso di una protesi è consigliabile proprio per migliorare la qualità di vita e dover ridurre al minimo il disagio arrecato dal calo uditivo.

Tuttavia adattarsi alla nuova condizione non è un passaggio automatico, soprattutto da un punto di vista psicologico.

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Orecchie protette: studi sul vaccino antinfluenzale

Si avvicina l’autunno, il periodo in cui ogni mamma guarda con sospetto ad ogni starnuto, folata di vento, fronte sudata del proprio figlio. E poi c’è lei, la più temuta da mamme e piccini: l’otite, quel mal di orecchio che ti spezza il cuore perché il dolore che provoca è probabilmente uno dei più forti che possa provare un bambino.

L’otite è un’infezione virale che spesso si verifica contemporaneamente (o subito dopo) ad un raffreddore o mal di gola. La sua origine può essere virale o batterica, ed è molto frequente nei bambini a causa della conformazione della Tuba di Eustachio, configurazione che favorisce la risalita di virus e batteri nell’orecchio medio.

L’otite si risolve nella maggior parte dei casi senza problemi, tuttavia se sottovalutata può portare a conseguenze significative come mastoidite, perforazione del timpano e perdita di udito.

Anche se possono colpire in qualsiasi momento, le otiti mostrano una variazione stagionale. Secondo uno studio pubblicato a dicembre del 2012 esaminando più di 270mila casi di infezioni acute, le infezioni tendono ad aumentare con l’influenza e con i disturbi causati da altri virus respiratori.

Ciò ha portato alcuni ricercatori ad ipotizzare che il vaccino antinfluenzale possa essere utile anche nella prevenzione delle otiti. In un rapporto del 2011 sono stati messi insieme i dati di otto studi condotti su 24mila bambini di età compresa tra i sei mesi e i sette anni. Chi era stato sottoposto al vaccino FluMist, uno spray nasale, presentava un rischio di infezione acuta all’orecchio sensibilmente inferiore rispetto a chi aveva ricevuto il placebo.

Pur non essendo lo scopo principale del vaccino antinfluenzale, i risultati possono essere utili ai genitori per una migliore valutazione sul tipo di protezione da offrire ai figli.

Se sei soggetto ad otiti e avverti i primi sintomi di un calo dell’udito, prenota una visita gratuita con esame dell’udito chiamandoci al numero 051 4859072. 

La “silenziosa connessione” tra sordità e declino cognitivo

Tutte le più recenti scoperte scientifiche hanno evidenziato come tra udito e cervello ci sia un legame indissolubile: allo stesso modo, gli studi clinici stanno mostrando il rapporto tra perdite di udito e declino cognitivo. In questo articolo, pubblicato dalla rivista medica Webmd, viene analizzata nello specifico la “silenziosa connessione” tra sordità e demenza.

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Nuove scoperte sulla sordità

Le ricerche sono cominciate 40 anni fa e sono arrivate ad un risultato sorprendente.  Il team di scienziati della Harvard Medical School di Boston ha infatti scoperto che la proteina TMC1, già individuata nel 2002, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’udito e del movimento.

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Succedeva un anno fa

Il 31 maggio 2017 a Ginevra, nel corso della sua 70esima assemblea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in luce la crescita preoccupante dell’ipoacusia, problematica che coinvolge nel mondo 360 milioni di persone, (il 5% della popolazione mondiale).

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Come sente chi ha problemi di udito?

è opinione comune che chi ha problemi di udito senta tutto “piano”, come una radio a basso volume.
La realtà è molto diversa: chi ha una sordità(in particolare di tipo neuro-sensoriale) sente bene l’intensità delle parole ma sente il parlato in modo poco chiaro, come se l’interlocutore “si mangiasse le parole”.

Questo è uno dei motivi per cui è così difficile rendersi conto di avere un calo di udito: chi ne soffre soggettivamente sente “forte” e tende ad attribuire le proprie difficoltà di comunicazione agli interlocutori che non parlano bene o alla televisione che ha un suono disturbato.

Spesso per amici e familiari non è facile rendersi conto di com’è la vita delle persone che hanno un’ipoacusia, questo video aiuta ad immedesimarsi in loro simulando l’ascolto di una sinfonia con diversi tipi di ipoacusia.

Se pensi di avere un calo di udito o semplicemente vorresti fare una visita di controllo, richiedi  un appuntamento via mail scrivendo a info@auresbologna.it oppure telefonando ai numeri 051 48.59.072 o 328 74.59.586
Siamo reperibili h 24/24 anche a Luglio e Agosto

Cuffie e auricolari possono danneggiare l’udito?

Cuffie e auricolari oggi sono dappertutto: collegate a cellulari, lettori MP3, computer, iPod, tablet e vengono utilizzate da bambini, adolescenti e adulti.

In particolare gli auricolari “in-ear” sono la scelta più popolare perchèà sono piccoli, leggeri e poco costosi.

Auricolari “in-ear”

Il problema è che questi piccoli altoparlanti portatili causano danni all’udito con un’incidenza allarmante, infatti recenti studi condotti negli USA hanno mostrato come 1 adolescente su 5 presenti già una perdita di udito.

La perdita uditiva legata a danni da rumore non è reversibile e soprattutto avanza più rapidamente se non viene precocemente riconosciuta e trattata.

Come si verifica il danno?

Gli auricolari comunemente utilizzati con gli smartphone o i lettori MP3 sono collocati nel condotto uditivo, questo fa si che il segnale audio sia emesso vicino al timpano, fornendo un incemento dell’amplificazione di 9 dB circa. Inoltre, se gli auricolari non chiudono perfettamente il condotto uditivo, il rumore ambientale di sottofondo che arriva all’orecchio porta l’utilizzatore ad alzare ulteriormente il volume.

Anche l’ascolto a volumi moderati può danneggiare l’udito se protratto per molto tempo. Ad esempio, ascotare la musica per 3 ore a 90 dB può essere dannoso tanto quanto ascoltare qualcosa a 155 dB (come il decollo di un jet!) per 30 secondi.

Prova questo!

Di seguito ci sono alcune accortezze da seguire quando si utilizzano gli auricolari

  • Utilizza le cuffie ad archetto o headphones, esistono anche modelli particolarmente sofisticati in grado di ridurre il rumore ambientale di fondo.
  • Segui la regola del 60/60. Mantieni il volume del dispositivo sotto al 60% e limita l’ascolto a 60 minuti al giorno.
  • Acquista auricolari che garantiscano una chiusura migliore del condotto uditivo, e dunque evitino ai rumori ambientali di arrivare all’orecchio.
  • Investi in auricolari su misura: vengono costruiti prendendo l’impronta del condotto uditivo e forniscono la miglior qualità sonora.
  • Educa bambini e teenager alla prevenzione: molti di loro non sanno che la perdita uditiva non è reversibile.

Sei preoccupato per la salute del tuo udito?

La cosa migliore da fare è prenotare una visita audiologica per verificare la salute del tuo udito.
Puoi farlo chiamando il numero 051 48 59 072 oppure richiedendo un appuntamento QUI tramite il modulo contatti.

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