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6 consigli da seguire per mantenere la salute del tuo udito durante il periodo di quarantena

Il mondo è cambiato molto nelle ultime settimane. La distanza fisica dovuta al Coronavirus (COVID-19) ha chiuso ristoranti, teatri e molte altre attività “non essenziali”, dando la priorità all’assistenza sanitaria e l’accesso a cibo e medicine sopra ogni altra cosa. Ciò ha fatto isolare molti di noi, mantenendo le distanze per la nostra sicurezza e quella degli altri, per aiutare ad appiattire la curva delle infezioni.

Per le persone con perdita dell’udito, mantenere la salute dell’apparato uditivo e avere apparecchi acustici funzionanti e ad altri dispositivi di comunicazione è fondamentale, in particolar modo per chi vive solo.

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Perdita dell’udito improvvisa: come comportarsi?

Quando si parla di perdita dell’udito, la maggior parte delle persone immagina una condizione progressiva,  un lento deterioramento della propria capacità uditiva.

In realtà esiste un tipo di ipoacusia detta “improvvisa” che insorge repentinamente e spesso colpisce un solo orecchio: nella maggior parte dei casi non sono presenti dei sintomi premonitori e a volte la perdita di udito è accompagnata da acufeni o vertigini. La sensazione è paragonabile ad avere un batuffolo di cotone nell’orecchio che preme nel condotto uditivo.

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Affrontare al meglio la perdita di udito

In presenza di ipoacusia, diventa necessario apportare alcune modifiche nelle proprie abitudini di tutti i giorni.

Naturalmente, prima si ricorre ad un apparecchio acustico meglio è: l’uso di una protesi è consigliabile proprio per migliorare la qualità di vita e dover ridurre al minimo il disagio arrecato dal calo uditivo.

Tuttavia adattarsi alla nuova condizione non è un passaggio automatico, soprattutto da un punto di vista psicologico.

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La “silenziosa connessione” tra sordità e declino cognitivo

Tutte le più recenti scoperte scientifiche hanno evidenziato come tra udito e cervello ci sia un legame indissolubile: allo stesso modo, gli studi clinici stanno mostrando il rapporto tra perdite di udito e declino cognitivo. In questo articolo, pubblicato dalla rivista medica Webmd, viene analizzata nello specifico la “silenziosa connessione” tra sordità e demenza.

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Nuove scoperte sulla sordità

Le ricerche sono cominciate 40 anni fa e sono arrivate ad un risultato sorprendente.  Il team di scienziati della Harvard Medical School di Boston ha infatti scoperto che la proteina TMC1, già individuata nel 2002, ha un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’udito e del movimento.

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I decibel dei concerti: un rischio per l’udito

Molti di noi non indossano i tappi ai concerti e non avranno mai problemi di udito. Ma stando alle statistiche sulla perdita di udito causata dai rumori forti e il volume del concerto medio, è chiaro il rischio che ci si prende andando sotto il palco senza protezioni. Dopotutto, la causa più comune di sordità è il rumore.

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Succedeva un anno fa

Il 31 maggio 2017 a Ginevra, nel corso della sua 70esima assemblea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in luce la crescita preoccupante dell’ipoacusia, problematica che coinvolge nel mondo 360 milioni di persone, (il 5% della popolazione mondiale).

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Superare i pregiudizi: la storia di Claudio

Ho conosciuto Claudio un paio di mesi fa.

E’ venuto nel mio studio trascinato dalla moglie, molto preoccupata perché il marito, pur avendo sempre avuto una vita molto attiva, nell’ultimo periodo evitava sempre più spesso le occasioni sociali perché sentendo poco si sentiva isolato durante le conversazioni.

Dalla visita è emerso che con l’applicazione di due apparecchi acustici e alcune sedute riabilitative Claudio avrebbe avuto un recupero completo della sua funzione uditiva.

Sembra tutto semplice, vero?

Purtroppo no.

A Claudio gli apparecchi acustici non andavano nemmeno nominati!

Qualche anno fa infatti, si era recato in una nota catena di centri acustici, dove aveva acquistato degli apparecchi acustici che Claudio non aveva mai utilizzato.
Gli apparecchi fischiavano sempre e invece che le voci amplificavano solo i rumori ambientali.

Inutile dire che gli apparecchi erano finiti a prendere polvere in un cassetto e Claudio, sentendosi “truffato”, si era convinto che per lui gli apparecchi acustici fossero inutili e che il suo problema di udito non si potesse risolvere.

Tuttavia, con molto scetticismo e su insistenza della moglie, Claudio si è convinto a provare senza impegno due apparecchi acustici adatti a risolvere il suo problema e a seguire il nostro percorso riabilitativo Aures.

Dopo solo un mese queste sono le sue parole:

Dopo un’esperienza negativa di un apparecchio acustico di un’altra marca mi ero rassegnato al mio problema di udito.
Ad un controllo ho conosciuto la Dott.ssa Chiara Bassoli che mi ha convinto a provare senza impegno un apparecchio di nuova generazione.
Già dal primo giorno sono rimasto sorpreso di non sentire fischi e rumori strani.
Ora dopo un mese di controlli e regolazioni posso dire che grazie ad Aures sento voci e suoni che da tempo non sentivo più.

Se anche tu sei prevenuto perché in passato hai avuto esperienze negative con degli apparecchi acustici o perché le ha avute un tuo conoscente, contattaci per una visita gratuita.

Ti sapremo dire in maniera trasparente qual’è la tua condizione uditiva e quali margini di recupero può avere il tuo udito.
Anche tu, come Claudio, potresti ricrederti e tornare ad ascoltare una vita a colori.

Chiama 051 485 9072 per un appuntamento

 

Novità in arrivo!

“L’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate e, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni” (Steve Jobs)

A breve Aures sarà il primo studio audioprotesico italiano certificato ad applicare il metodo Tomatis nella riabilitazione acustica e nel trattamento degli acufeni.

Per saperne di più: www.tomatis.com

Quanto costano gli apparecchi acustici?

Non giriamoci intorno: gli apparecchi acustici sono costosi.
Il prezzo di listino di ogni apparecchio può variare da 700 a 3000€ a seconda della marca e del modello, inoltre la maggior parte delle persone con una perdita uditiva necessita di due protesi.

Il costo elevato rappresenta spesso un motivo di preoccupazione e fa sì che l’itervento venga posticipato il più possibile nel tempo, fino a quando la sordità diventa talmente grave da essere difficilmente risolvibile, anche con gli strumenti migliori.

Pensiamo ad un mal di schiena: se faccio subito una corretta terapia posso risolvere completamente il problema, viceversa se aspetto troppo senza chiedere aiuto il danno potrebbe diventare permanente! Con l’udito funziona esattamente nello stesso modo.

Nella valutazione del prezzo c’è molto da considerare.

Quello negli apparecchi acustici è un investimento importante: sono strumenti che utilizzerai ogni giorno per la maggior parte della giornata, quindi è bene che i tuoi soldi siano ben spesi.

Cosa è compreso nel costo degli apparecchi acustici?

E’ vero, il prezzo degli apparecchi è alto, ma va considerato che non stai acquistando il solo strumento.

Il prezzo solitamente comprende la prima visita, il test dell’udito, la consulenza e il fitting dell’apparecchio.

Da Aures, nel costo della protesi sono incluse le visite di riabilitazione acustica, tutte le visite di controllo e manutenzione a vita (consigliate ogni 2 mesi),  la garanzia,  e a seconda delle promozioni in corso anche l’assicurazione furto/smarrimento e una fornitura di batterie.
Questo significa che dopo l’acquisto non avrai ulteriori spese o pensieri.

Ecco un altro modo di vederla: se acquisti due apparecchi acustici ad un prezzo di € 4000,00 e questi hanno una durata media di 6 anni (anche maggiore, a seconda delle cura che se ne ha), vorrà dire che questi avranno un costo mensile di circa € 55 ed un costo giornaliero di € 1,80… praticamente meno di quanto pagheresti per un caffè e un cornetto al bar.

Fattori che influiscono sul prezzo degli apparecchi

L’aspetto più importante che influisce sul prezzo degli apparecchi è il livello di tecnologia e le caratteristiche incluse.

Come per tutta l’elettronica di consumo, anche se esternamente due oggetti sembrano esattamente uguali, quello che fa la differenza è il “circuito” interno, basta pensare ad un telefono cellulare: uno smartphone da 50€ è esattamente uguale ad un iPhone da 1000€ …ma di certo non funzionano allo stesso modo!

Questo non significa che tutti debbano acquistare necessariamente il modello più sofisticato: l’importante è individuare il livello di tecnologia che più si addice alle proprie esigenze e al proprio stile di vita.

La tecnologia avanza a ritmi molto veloci, per cui, sebbene i prezzi rimangano sostanzialmente stabili nel tempo, ciò che acquisti oggi ad un certo prezzo è enormemente più sofisticato di quello che avresti acquistato allo stesso prezzo 2 anni fa.

Quello che 10 anni fa era considerato il top della tecnologia ora è il modello “base”.

Quasi ogni produttore di apparecchi acustici cerca di venire incontro alle diverse esigenze degli utilizzatori, motivo per cui mette in commercio protesi con diversi livelli tecnologici e diversi prezzi.
Il modello più avanzato conterrà tutte le ultime innovazioni, come ad esempio sofisticati sistemi di riduzione del rumore e connettività per l’ascolto di TV e telefono; modelli più semplici non presenteranno queste caratteristiche ma avranno un prezzo più basso.

Agevolazioni finanziarie

Una volta individuato il tipo di tecnologia più adatta alle proprie esigenze, ci sono diverse agevolazioni finanziarie da poter sfruttare.

  • in primis, se la persona è in possesso di un certificato di invalidità civile per ipoacusia, può beneficiare di un contributo statale per l’acquisto delle protesi acustiche
  • la maggior parte delle assicurazioni sanitarie private fornisce una quota per l’acquisto delle protesi (variabile a seconda del contratto stipulato)
  • da Aures è possibile usufruire di pagamenti rateali a tasso 0
  • in ultimo, va ricordato che gli apparecchi acustici in quanto dispositivi medici sono detraibili dalle tasse al 19%

Vuoi saperne di più? Contattaci per una visita gratuita!
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info@auresbologna.it

Non comprare un apparecchio acustico se non hai fatto queste 10 cose!

Hai finalmente deciso di risolvere la tua perdita uditiva? Grandioso!

Secondo La rivista Hearing Review, le persone aspettano in media tra i 7 e 10 anni prima di chiedere aiuto.
Corrispondo a circa 1/10 della vita compromesso da una cattiva comunicazione, davvero un peccato.

Prima di procedere all’acquisto però ci sono ancora 10 cose che dovresti fare

Le 10 cose da fare prima di comprare un apparecchio acustico

  1. Esame dell’udito – La prima cosa (e la più importante) è un accurato esame dell’udito. L’esame è semplice, indolore non ti costerà altro se non un po’ del tuo tempo.
    Da Aures la prima visita dura tra 1 ora e 1 ora e mezza (a seconda del quadro clinico) perché prevede diversi esami specifici.
    Diffida da chi ti propone esami che durano di pochi minuti, ti fideresti di un medico che ti prescrive una medicina senza fare prima tutte le analisi del sangue? Certo che no! Perchè dovrebbe essere diverso per il tuo udito? Le protesi acustiche moderne sono molto sofisticate e per essere tarate al meglio sull’udito di chi le utilizza è necessario che il quadro clinico di partenza dia il più approfondito possibile.
  2. Prescrizione medica – E’ necessaria la prescrizione di un medico otorinolaringoiatra o di medicina generale per poter procedere all’acquisto. Inoltre la prescrizione, allegata alla fattura, è utile per poter detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi.
  3. Lista delle priorità – Durante la prima visita, il tuo audioprotesista non si limiterà a fare un esame dell’udito, ma ti chiederà informazioni dettagliate sul tuo stile di vita, per poterti proporre la soluzione più adatta alle tue esigenze.
    Quanto è importante per te l’ascolto della TV?
    Frequenti spesso ambienti rumorosi come bar, circoli o ristoranti?
    Passi molto tempo al telefono?
    Queste sono alcune delle domande che potrebbe porti, ma gli sarà sicuramente di grande aiuto se arriverai con una piccola lista delle situazioni di ascolto che vorresti migliorare.
  4. Piano finanziario – L’acquisto di apparecchi acustici è un investimento sulla tua salute e sulla tua qualità della vita, per questo è bene stabilire un budget a loro riservato.
    L’audioprotesista con cui parlerai ti proporrà anche diverse possibilità di finanziamento per poterti aiutare a sentire meglio con i prodotti migliori sul mercato.
  5. Aspettative realistiche – Uno dei fattori di successo nell’applicazione di apparecchi acustici è avere delle aspettative realistiche: per quanto la tecnologia oggi sia incredibilmente avanzata non può ancora sostituire l’udito naturale. Inoltre ci sono situazioni come ambienti molto rumorosi (ad esempio la pizzeria di sabato sera o il bar durante il derby) in cui anche chi sente bene ha difficoltà di ascolto.
  6. Mente aperta – dimentica quello che pensi di sapere su modelli e tecnologie a disposizione negli apparecchi acustici: la tecnologia fa passi da gigante e propone modelli sempre più piccoli e sofisticati.
    L’audioprotesista saprà indicarti il modello che risponde meglio alle tue esigenze di acustica, estetica e stile di vita.
    Se conosci qualcuno che già utilizza apparecchi acustici con scarso beneficio non pensare di dover subire la stessa sorte: le perdite uditive non sono tutte uguali e di conseguenza non hanno tutte la stessa resa, il mese di prova serve proprio ad evitare situazioni di questo tipo.
  7. Motivazione – Il tuo audioprotesista farà di tutto per farti tornare a sentire al meglio, ma la tua motivazione all’utilizzo è fondamentale: è importantissimo che tu gli dica volta per volta le tue impressioni e gli aspetti da migliorare, in modo da poterti aiutare.
    Ricorda che l’orecchio è come un muscolo: più lo “alleni”, migliori sono le performance. Soprattutto nel primo periodo è importante portare la protesi più ore possibile (almeno 8) per riabituarsi all’ascolto.
  8. Atteggiamento positivo – Come in tanti aspetti della vita, otterrai il  meglio dalla tua riabilitazione se la affronterai con un atteggiamento positivo e un pizzico di senso dell’umorismo: i primi tempi errare è umano! 
    Non c’è da preoccuparsi se ti senti impacciato nell’indossare le protesi o non ricordi come sostituire la batteria: come diceva Totò “nessuno è nato imparato”!
  9. Sistema di supporto – Molti utilizzatori di protesi acustiche sono stati incoraggiati a risolvere il problema dai propri cari.
    Prima di affrontare questa scelta discutine con famiglia, amici e colleghi: il loro supporto in questo percorso sarà un aiuto prezioso!
  10. Il giusto professionista – Acquistare apparecchi acustici non è come acquistare un paio di scarpe.
    Si tratta di dispositivi medici altamente sofisticati che richiedono l’esperienza e la professionalità di un audioprotesista qualificato per poterli applicare.
    Da Aures non ci limitiamo all’applicazione degli apparecchi acustici ma seguiamo un protocollo riabilitativo unico che ti accompagna nei mesi a seguire per poter ottenere sempre il massimo del tuo potenziale uditivo, con risultati certi e misurabili.

… sei pronto per partire dal punto #1?

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Cuffie e auricolari possono danneggiare l’udito?

Cuffie e auricolari oggi sono dappertutto: collegate a cellulari, lettori MP3, computer, iPod, tablet e vengono utilizzate da bambini, adolescenti e adulti.

In particolare gli auricolari “in-ear” sono la scelta più popolare perchèà sono piccoli, leggeri e poco costosi.

Auricolari “in-ear”

Il problema è che questi piccoli altoparlanti portatili causano danni all’udito con un’incidenza allarmante, infatti recenti studi condotti negli USA hanno mostrato come 1 adolescente su 5 presenti già una perdita di udito.

La perdita uditiva legata a danni da rumore non è reversibile e soprattutto avanza più rapidamente se non viene precocemente riconosciuta e trattata.

Come si verifica il danno?

Gli auricolari comunemente utilizzati con gli smartphone o i lettori MP3 sono collocati nel condotto uditivo, questo fa si che il segnale audio sia emesso vicino al timpano, fornendo un incemento dell’amplificazione di 9 dB circa. Inoltre, se gli auricolari non chiudono perfettamente il condotto uditivo, il rumore ambientale di sottofondo che arriva all’orecchio porta l’utilizzatore ad alzare ulteriormente il volume.

Anche l’ascolto a volumi moderati può danneggiare l’udito se protratto per molto tempo. Ad esempio, ascotare la musica per 3 ore a 90 dB può essere dannoso tanto quanto ascoltare qualcosa a 155 dB (come il decollo di un jet!) per 30 secondi.

Prova questo!

Di seguito ci sono alcune accortezze da seguire quando si utilizzano gli auricolari

  • Utilizza le cuffie ad archetto o headphones, esistono anche modelli particolarmente sofisticati in grado di ridurre il rumore ambientale di fondo.
  • Segui la regola del 60/60. Mantieni il volume del dispositivo sotto al 60% e limita l’ascolto a 60 minuti al giorno.
  • Acquista auricolari che garantiscano una chiusura migliore del condotto uditivo, e dunque evitino ai rumori ambientali di arrivare all’orecchio.
  • Investi in auricolari su misura: vengono costruiti prendendo l’impronta del condotto uditivo e forniscono la miglior qualità sonora.
  • Educa bambini e teenager alla prevenzione: molti di loro non sanno che la perdita uditiva non è reversibile.

Sei preoccupato per la salute del tuo udito?

La cosa migliore da fare è prenotare una visita audiologica per verificare la salute del tuo udito.
Puoi farlo chiamando il numero 051 48 59 072 oppure richiedendo un appuntamento QUI tramite il modulo contatti.

Le 5 cattive abitudini di chi ha problemi di udito

Le statistiche ci dicono che mediamente passano da 7 a 10 anni dal momento in cui si sospetta per la prima volta di avere un problema di udito al momento in cui si decide di fare qualcosa per risolverlo.

Da 7 a 10 anni, praticamente un decimo della nostra vita sprecato!

Le ricerche hanno identificato varie ragioni per le quali le persone tendono a procrastinare la ricerca di una soluzione, tra cui la convinzione di poter convivere con la sordità, la credenza che trattare il problema sia troppo costoso o semplicemente il fatto di non sapere a chi rivolgersi per un aiuto.  (AARP/American Speech-Language-Hearing Association (ASHA): National Poll on Hearing Health, 2011)

Tuttavia la perdita uditiva non trattata ha molti effetti collaterali.

Le difficoltà di comunicazione negli anni influiscono sull’autostima, sulle relazioni con i nostri cari e sulla salute generale.
Sam Trychin, rinomato psicologo, oratore e scrittore sul tema dell’ipoacusia ha scritto: “La maggioranza delle persone con problemi di udito ha una sordità che è peggiorata gradualmente negli anni. Per loro non è semplice identificare il momento in cui sono iniziate le difficoltà di comunicazione, perché hanno un lungo periodo nel quale sviluppano una serie di cattive abitudini come quella della negazione del problema, il che li rende molto restii al cambiamento”.

Quali sono queste cattive abitudini?

1.NEGARE IL PROBLEMA: Non ammettere la perdita uditiva, a noi stessi o agli altri, ci porta direttamente nel terreno minato della cattiva comunicazione.
La riluttanza ad ammettere ed accettare il problema non evita le difficoltà di comunicazione , ma le causa.

Mentre ci sforziamo di capire cosa ci viene detto, l’altra persona potrebbe accorgersi che qualcosa non va e, piuttosto che attribuire il problema all’udito, potrebbe erroneamente pensare che non capiamo o che siamo disinteressati alla conversazione. Una buona abitudine personale è quella di accettare la nostra perdita uditiva e comunicarla il prima possibile ai nostri interlocutori, per evitare questo tipo di incomprensioni.

2.BLUFFARE: ovvero far finta di aver sentito o dare l’impressione di seguire la conversazione quando in realtà non è così. Lo si può fare annuendo o sorridendo per rinforzare la (falsa) idea che abbiamo capito cosa ci viene detto.

Tutte le persone con una perdita uditiva bluffano, almeno qualche volta.
Le ragioni sono molteplici: non si vuole dare l’impressione di essere stupidi per il fatto di dover sempre chiedere di ripetere quello che viene detto, non si vuole interrompere l’interlocutore oppure si è semplicemente stanchi.
Sono tutte motivazioni valide ma a prescindere dalle buone intenzioni, questo comportamento ci allontana dalle altre persone. Bisogna ammettere di bluffare e avere il coraggio di dire “non ti sto seguendo, puoi ripetere?”

3.NON AFFERMARE LE NOSTRE NECESSITA’ per migliorare la comunicazione.
Magari la stanza è troppo buia oppure il nostro interlocutore parla coprendosi la bocca e ci rende difficile leggere le labbra. Potrebbe esserci rumore in sottofondo oppure ci parlano da un’altra stanza.

Queste sono tutte situazioni correggibili: la persona con problemi di udito non deve temere di farsi avanti ed esprimere le proprie necessità per poter migliorare la comunicazione, perché l’interlocutore potrebbe non sapere o non ricordare che ci potrebbero essere difficoltà.

4.ANCHE LA TUA COMUNICAZIONE E’ MIGLIORABILE. Funziona per entrambe le parti: se noi siamo i primi a parlare senza guardare in faccia o senza articolare bene le parole, i nostri interlocutori faranno lo stesso.

5.FARE LA VITTIMA: “Non dirò nuovamente a mia moglie di guardarmi in faccia mentre parla,  lei dovrebbe sapere che non riesco a leggerle le labbra se mi parla di lato!”  oppure “Tanto vale non andare a quel pranzo di famiglia, si dimenticano sempre che non sento bene e mi tocca ripeterglielo tutte le volte!”
Questi scenari sono destinati a ripetersi nel tempo se noi continuiamo a stare in silenzio senza comunicare quello che pensiamo: a volte le persone possono essere distratte e certamente non possono leggerci nei pensieri.

I problemi di comunicazione dovuti alla perdita di udito possono davvero minare i nostri rapporti affettivi e lavorativi, per questo è importante trovarvi una soluzione.

Il primo passo è riconoscere di avere un problema.
Prenota una visita gratuita per valutare lo stato di salute del tuo udito QUI oppure chiamando il numero 051 48 59 072.

Sordità e pregiudizi

Una breve storia che fa riflettere
Una donna di 26 anni stava camminando per strada insieme alla madre… ad un certo punto si mise a gridare: “Quell’auto!! Quell’auto ha appena suonato il clacson, mamma!”
La madre sorrise.
All’improvviso la figlia si mise a gridare di nuovo: “mamma, quel cane ci sta abbaiando!”
Una coppia seduta nelle vicinanze guardò il comportamento infantile della donna con fare critico, ma la ragazza continuò a gridare felice: “Mamma! Guarda! Quell’uomo fischia per chiamare un taxi!”
Alla fine la coppia si decise a parlare e chiese alla madre: “Perchè non porta sua figlia da un medico? é confusa e ha bisogno di aiuto.”
La madre sorrise e disse: “In realtà abbiamo appena lasciato l’ospedale. Mia figlia è nata sorda, ma oggi la situazione è cambiata: oggi sente per la prima volta.”
Non siate troppo veloci nel giudicare il prossimo: i disturbi dell’udito non si vedono… ma si sentono.
© Aures di Chiara Bassoli 2017 | via Vittorio Veneto, 21/d, 40131 - Bologna
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